Circa il giusto inserimento delle donne nel campo del lavoro se ne parla e riparla di continuo. Abbiamo parlato di recente della difficoltà, per il gentil sesso, di inserirsi ai vertici nonostante la loro forte professionalità, e quanto rilasciato oggi da Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri professionali, sembra confermare tale teoria.

Secondo l’organizzazione, la parità tra uomo e donna sul lavoro verrà raggiunta, in Italia, solo nel 2033. La tendenza registrata nel corso degli ultimi anni è però molto positiva: secondo l’organizzazione, alla fine del 2009 in Italia le donne rappresentavano il 40,7% della forza lavoro totale, nel 2005 erano il 40,1% e nel 2000 il 39,5%.

In alcuni settori, poi, si è registato un vero e proprio boom, soprattutto in quello dirigenziale. Nel 2009, infatti, le manager femminili sono aumentate del 107,3% nei servizi privati, del 123% in quelli pubblici e dell’80% nell’industria.

Di contro, il tasso di occupazione del gentil sesso si attesterebbe ancora al 47,2%, rispetto agli uomini (69,8%), con una forte incidenza nel Sud, ove le lavoratrici sarebbero ancora solo il 30% circa.

Nonostante i buoni risultati registrati durante lo scorso anno la parità tra lavoratori e lavoratrici pare essere ancora piuttosto lontana, ma senza dubbio si stanno facendo ottimi passi in avanti.

Per Claudio Pasini, presidente di Manageritalia:

“La parità è ancora lontana, ma è nell’interesse del Paese far sì che questo traguardo venga raggiunto quanto prima e che l’Italia recuperi la distanza che la divide dalle economie più avanzate in termini di partecipazione delle donne al lavoro e che ne limita da troppo tempo le potenzialità di crescita e sviluppo. Per questo è tempo di passare dalle parole ai fatti”.

E voi amici e amiche di DireDonna cosa ne pensate? A vostro parere, da dove derivano le difficoltà per arrivare già da ora ad una percentuale paritaria di lavoratori e lavoratrici? E cosa si dovrebbe fare per risolvere gli eventuali problemi?