Con la disoccupazione giovanile alle stelle, e sempre più laureati senza lavoro, le nuove generazioni scelgono la strada del lavoro nei campi: l’agricoltura sembra infatti rappresentare una risorsa anti crisi per i giovani italiani, basti pensare agli ultimi dati diffusi dalla Coldiretti e dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), secondo i quali la terra offre ancora mote possibilità di occupazione.

Il 35 per cento dei giovani sotto i 40 anni che si dedica alle attività nei campi è infatti in possesso di una laurea, spesso in difficoltà nel trovare un impiego affine al corso di studi effettuato, ma non per questo con poca voglia di inventarsi una professione nuova.

Secondo la Cia, che ha rielaborato recenti report Istat, i laureati italiani sono in grado di applicare al lavoro agricolo le conoscenze e competenze acquisite negli anni di studio, offrendo un contributo fondamentale allo sviluppo del settore.

«A volte poco avvezzi ai segreti del mestiere, i nuovi ‘dottori’ sono però fortissimi della propria preparazione settoriale, un ‘know-how‘ prezioso per un comparto spesso restio all’iniziativa imprenditoriale innovativa e multifunzionale. Invece per questi giovani la parola d’ordine è diversificazione: agronomi che fanno ricerca e impiegano le tecnologie più all’avanguardia; biologi che puntano sulla sanità e la qualità dei prodotti; esperti della comunicazione che gestiscono il marketing e la promozione telematica dei prodotti; esperti in economia che amministrano l’azienda; educatori che si dedicano all’agricoltura sociale o ai progetti educativi in fattoria; erboristi e farmacisti che scommettono sulla fitoterapia e sulla cosmesi naturale.»

Non mancano, soprattutto nel mondo rosa, le iniziative di imprenditoria agricola, spesso apprezzate anche all’estero come modello di business a conduzione familiare. Da una recente indagine della Coldiretti, inoltre, scaturisce un ritratto ancora più inedito dei giovani italiani alla ricerca di un percorso professionale stabile: sono oltre tre mila, infatti, i nuovi pastori attualmente attivi nel territorio della penisola che hanno meno di 35 anni.