Anche nel lavoro rosa la crisi stravolge i ruoli, e questa volta non si tratta di donne che scelgono di fare mestieri maschili, e di uomini costretti a occuparsi della casa. Sempre più italiane, infatti, lavorano al servizio delle numerose famiglie cinesi che vivono nella penisola accudendo i loro bambini.

Una condizione del lavoro femminile che sta facendo molto parlare, ma che rappresenta in modo chiaro come lo stato dell’occupazione rosa in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, sia tale da capovolgere i ruoli ricoperti fino a oggi dalle donne locali e non.

Se siamo abituati a vedere bambini di nazionalità italiana essere portati a spasso, o accompagnati a scuola, da premurose baby sitter straniere, oggi avviene esattamente il contrario. A Napoli questo nuovo sbocco professionale si sta diffondendo molto tra le donne quarantenni, spesso madri di famiglia ma senza un impiego stabile e con poca scolarizzazione.

Una possibilità per contribuire al bilancio familiare è quella di offrirsi come balie per i bambini dei tanti imprenditori cinesi che operano in zona, spesso pagate in nero senza regolare contratto, e con circa 500 euro in tasca a fine mese. Un lavoro che sembra rendere più o meno quanto quello, ormai largamente diffuso, di badante.

L’aspetto più sorprendente riguarda sia la tempistica sia le aspirazioni delle nuove balie, le quali molto spesso accolgono i piccoli stranieri in casa come se fossero figli loro, pensando a malincuore al momento in cui dovranno rinunciarvi perché troppo cresciuti o perché in procinto di tornare in patria.

Mamme a pagamento, quindi, e a tempo, talvolta senza figli propri e desiderose di ricoprire questo ruolo a tutti i costi. Se poi si riesce a portare a casa qualche soldo, ben venga.

Fonte: Ansa