Anche l’Africa sta lentamente cambiando grazie a 20 giovani donne manager che la rivista statunitense Forbes ha inserito nella lista delle più potenti o influenti del continente nero.

Si tratta di una nuova generazione di donne che, magari dopo una formazione in Europa o in America, ritornano in Africa a ricoprire posizioni di rilievo in ambito manageriale o comunque in ruoli imprenditoriali che riusciranno a contribuire alla rinascita del continente come auspica l’Unione Africana, che ha battezzato il decennio 2010-2020 quello della “rivincita delle donne africane”.

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Fra queste “donne del futuro” – tutte con meno di 45 anni – c’è la blogger kenyiota Ory Okolloh: laureata in legge ad Harvard, dopo aver creato un sito per la raccolta di dati da tutti il mondo, è diventata una delle manager di Google per l’Africa. Scrittrice e nigeriana è invece Chimamanda Adichie, che ha vinto dei premi letterari; la 29enne sudafricana Yolanda Cuba è invece una delle più giovani rampanti della finanza, visto che è stata nominata CEO di un’azienda quotata alla Borsa di Johannesburg.

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La nigeriana Ndidi Nwuneli ha invece puntato sulla formazione di piccoli imprenditori, ottenendo anche un riconoscimento dalle istituzioni del suo Paese. Dambisa Moyo, dello Zambia, ha invece iniziato un’attività di scrittrice e di attivista per l’abolizione degli aiuti economici dall’estero. Siede nel cda di Barclays. Sempre nel campo editoriale è invece emersa la sudafricana Khanyi Ndhlomo, che ha creato due magazine tra i più letti di tutta l’Africa.

Oltre che nella lista delle 20 giovani donne più potenti d’Africa, la sudafricana Phuti Malabie è apparsa anche nella classifica del Wall Street Journal con le 50 donne da tenere d’occhio per la loro influenza in campo economico, dopo che nel 2007 era stata scelta dal World Economic Forum come Leader globale dei giovani.

La lista delle top 20 africane continua con la giornalista e blogger nigeriana Funmi Iyanda, con la manager kenyota Isis Nyongo e con l’imprenditrice etiope Bethlehem Tilahun Alemu. La tanzaniana Elsie Kanza è invece diventata la consulente in campo economico del presidente del suo Paese, mentre la kenyota Julie Gichuru è emersa in campo giornalistico e televisivo, contribuendo alla libertà di stampa in tutto il continente.

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Le ultime 7 del’elenco sono l’imprenditrice sudafricana Lisa Kropman, che offre servizi a chi vuole investire nel Paese; la kenyota Stelle Kilonzo, CEO di una società finanziaria; la senegalese Magatte Wade, che ha creato un’azienda che produce bevande a base di tè, caffè e succhi di frutta: con una sede anche in California, fattura 2,5 milioni di dollari l’anno.

Senior partner della Ernst & Young, e consulente di vari capi di governo del continente nero, è invece la sudafricana Jonitha Gugu Msibi; viene invece dal Kenya June Arunga, imprenditrice nel campo dei media, con una casa di produzione con sede a New York; la nigeriana Juliet Ehimuan è invece la country manager di Google per il suo Paese, quello con la più alta percentuale di utilizzatori di internet di tutta l’Africa: è collega di Olga Kimani-Arara, che fa lo stesso lavoro in Kenya. La 20° del gruppo di donne è Saran Kaba Jones: nata in Liberia, ha fondato una organizzazione no profit che fornisce accesso all’acqua potabile agli abitanti delle zone rurali del Paese attraverso la raccolta di fondi.

Fonte: Forbes