Trovare lavoro online è la nuova frontiera dell’era digitale. Da alcuni anni, ormai, su Internet si effettua sia la pubblicazione e pubblicizzazione del proprio curriculum, sia l’attività di recruitment da parte dei datori di lavoro.

I social network e il portfolio online sono, quindi, di fondamentale importanza per trovare lavoro. Si tratta di due vetrine che permettono un contatto diretto con chi cerca personale da assumere. Una vetrina che, però, deve essere continuamente curata o aggiornata per cercare di essere rintracciati nei risultati di ricerca e per non apparire mai obsoleti.

Leggi=> Consigli per chi cerca lavoro per la prima volta

L’uso massiccio e quotidiano di LinkedIn, Facebook, Google e Twitter può aiutare nel facilitare il compito di farsi notare da chi ha bisogno di personale. Gli otto punti fondamentali per trovare lavoro online ruotano proprio attorno agli usi dei social network or ora citati.

Innanzitutto, occorre aggiornare il proprio profilo LinkedIn. Si tratta di un network professionale e la priorità è curare proprio questo. Inserire nuove mansioni o una nuova foto sarà di grande aiuto per essere sempre sulla breccia.

Su LinkedIn bisogna utilizzare le giuste keyword. Se non se ne inseriscono alcune molto specifiche riguardanti il proprio ruolo, non si verrà trovati nei risultati di ricerca, il che vuol dire non esistere professionalmente.

Il curriculum, sia dentro che fuori LinkedIn, va sempre aggiornato, di mese in mese, facendo un labor limae che lo renda sempre più preciso e a misura di lavoratore.

Richiedere segnalazioni è di grande aiuto: significa che qualcuno reputa il nostro lavoro di qualità e questo non può che essere una delle migliori pubblicità online.

Al di là di LinkedIn, però, bisogna cercare di mettere assieme in un unico luogo (virtuale) tutto ciò che si è fatto. Creare un portfolio sarà indispensabile: all’interno di esso, occorrerà inserire tutto quanto si è scritto e creato, i blog curati, gli interventi, gli articoli scritti, le partecipazioni a workshop ed eventi. In questo modo, le informazioni su di sé saranno riunite e renderanno meno faticoso il lavoro del recruiter.

Gli ultimi tre punti da tenere a mente riguardano i social network e i risultati di ricerca. Bisogna, in primo luogo, entrare a far parte di Twitter: stringere collegamenti e avere follower farà salire la propria reputazione agli occhi del recruiter; su Facebook, invece, bisognerà restringere la privacy, in modo tale che aspetti della vita privata non vadano a intaccare quanto fatto a livello lavorativo. Infine, Google: comparire in alto nei risultati di ricerca farà capire al recruiter quanto è ampia la sfera di influenza del lavoratore esaminato. Curare il proprio “aspetto” sul Web diviene così un lavoro giornaliero, in cui occorre controllare ogni aspetto, senza che sfugga nulla al proprio controllo.

Fonte: The Telegraph