Secondo quanto emerge dalle analisi del NAS, le famose (e molto pubblicizzate) caraffe filtranti sarebbero inefficaci, se non addirittura dannose per i consumatori: dai test effettuati sull’acqua prima e dopo il trattamento, si evince che l’azione svolta dal filtro non migliorerebbe la qualità dell’acqua, ma, al contrario, che quest’ultima, se non bevuta subito, potrebbe essere contaminata dai batteri che possono svilupparsi nel ristagno.

La perizia del nucleo antisofisticazioni, commissionata dal sostituto procuratore Mario Dovinola, doveva indagare sulla veridicità dei poteri filtranti delle caraffe, ma i risultati dimostrano che i filtri costituiti principalmente da carbone attivo, collocati all’interno delle caraffe in questione, non incidono sulla durezza dell’acqua e non filtrano completamente alcune sostanze nocive (nitrati, piombo, cloro, calcare, zinco, rame, alluminio,…), come pubblicizzato: potrebbero dunque essere addirittura dannose per la salute.

Le caraffe infatti, migliorano il gusto dell’acqua proveniente dal rubinetto, ma allo stesso tempo la privano di alcune sostanze nutritive importanti, come iodio, fluoro e calcio. Alcune indagini erano già state svolte dalle procure di Roma, Torino, Terni, Velletri, Sassari e Tivoli già mesi fa, in seguito alla denuncia di Mineracqua, la federazione italiana delle industrie delle acque minerali naturali, danneggiata dalla messa in commercio delle caraffe filtranti, ma adesso il rapporto del NAS sembra chiarire definitivamente la vicenda: le caraffe filtranti non sono efficaci.

Il Codacons, d’altra parte, ha già avviato uno studio per verificare la possibilità di una class action, allo scopo di far ottenere a coloro che hanno acquistato caraffe filtranti un rimborso, mentre per le aziende produttrici si ipotizzano i reati di commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e frode.

Fonte: La Repubblica.