Daniel Radcliffe, volto ormai universalmente riconosciuto come quello di Harry Potter, ha spiegato perché e come la seconda parte de “Harry Potter e i Doni della Morte” sarà radicalmente diversa rispetto a quella attualmente proiettata nelle sale di tutto il mondo. Innanzitutto, si tratterà di una pellicola piena d’azione al pari dei più blasonati film “di guerra”, che sarebbe stato impossibile racchiudere insieme alla prima metà del racconto in un solo film. I tempi cinematografici hanno imposto lo split, per non andare in contro al taglio forzato di sequenze e passaggi necessari ai fini della narrazione.

Dalle pagine di Reuters Daniel Radcliffe spiega anche come sia la prima metà de “I Doni della Morte” a essere la sua preferita, in quanto affronta tematiche dedicate soprattutto ad approfondire la caratterizzazione dei personaggi sullo schermo, prima di lasciare spazio all’azione frenetica che concluderà epicamente il racconto nel luglio prossimo.

Chiudere degnamente una delle saghe cinematografiche più apprezzate e fruttuose di tutti i tempi, non è stata certo un’impresa facile. Lo stesso attore racconta di come sia il cast che la troupe impegnata nelle riprese si siano sentiti sotto pressione fino all’ultimo ciak per non deludere le aspettative. In più di un’occasione, racconta Radcliffe, si sono dovuti riscrivere interi passaggi della sceneggiatura il giorno prima di effettuare le registrazioni, con l’obiettivo di assicurare la massima qualità del risultato finale.