Nel condurre una vita frenetica e avendo dei ritmi giornalieri che spesso non coincidono con la possibilità di gestire tutti i rapporti umani che invece si vorrebbero portare avanti, allora può nascere quella sensazione di solitudine che in alcuni casi è momentanea, dunque una parentesi nel turbinio delle emozioni, in altri casi è una costante indesiderata.

Ci sono dei momenti in cui si ricerca un po’ di solitudine per stare soli con sé stessi e dedicarsi del tempo anche solo per la propria tranquillità. Ma la solitudine cronica incide in modo negativo sulla nostra persona, portando spesso alla depressione e in alcuni casi anche a conseguenze più gravi, dunque il nostro benessere ne viene turbato e sia mentalmente che fisicamente ne risentiamo.

Non esiste un unico tipo di solitudine, anzi questa si può manifestare in diverse situazioni e con diversi caratteri.

Si può avvertire un senso di solitudine se si è timidi e si fa fatica a comunicare con gli altri restando in disparte, dunque non si costruiscono mai rapporti stabili con le persone, oppure quando si cresce e gli amici di sempre prendono una strada diversa dalla nostra che li porta a condurre una tipologia di vita che li allontana da noi.

Per una persona timida è un lavoro molto impegnativo quello di cercare di instaurare rapporti fino a quel momento mai sviluppati, tuttavia in amicizia è l’unica soluzione e anche se con difficoltà piano piano ci si può riuscire. Ma non è bene gravare esclusivamente sugli amici, così come non è positivo escluderli totalmente non lasciandosi mai andare.

In alcuni casi, certe persone non riescono a comunicare perché non sanno cosa dire, dunque sarebbe consigliabile spaziare maggiormente il proprio campo d’interesse per poterlo condividere con gli altri, entrare dunque in una parentesi sociale ben più ampia di quella in cui si è vissuti fino a quel momento.

Dunque la solitudine può condurre a una situazione di malessere o può essere un momento che desideriamo ardentemente: a volte ci serve proprio vivere dei momenti in solitudine e tutto ciò assume valenza di assoluta normalità se non si prolunga in modo patologico nel tempo. In quest’altro caso, è possibile che la solitudine si tramuti in depressione e profondo disagio interiore, come una perdita di equilibrio da cui non si riesce a uscire da soli.

In questi casi più specifici i sintomi non sono come quelli di una persona timida semplicemente, sono ben più radicati in ogni comportamento e conducono a un livello di malessere psicofisico.

L’ideale è che ognuno trovi il giusto spazio e il giusto equilibrio per condurre una vita sana e felice anche nel rapporto con gli altri, senza esagerazioni né in un verso né nell’altro.

Fonte: MedicinaLive