Qualche giorno fa un’interessante campagna pubblicitaria di UN Women (in netta controtendenza con la tradizione di spot anti-femminismo che ben conosciamo) ha mostrato come il mondo tanto evoluto e moderno di oggi si divida ancora in base al sesso; semplicemente digitando “Women should” o “Women cannot”, i pubblicitari hanno sfruttato l’ormai “naturale” completamento automatico di Google per vedere fino a che punto il maschilismo sia ancora una realtà radicata. Nonostante internet, nonostante il progresso, nonostante la modernità.

I risultati, che non hanno alcun valore statisticamente certo, ma che rendono l’idea di quelle che dovrebbero essere le ricerche  maggiormente effettuate dagli utenti, sono quasi agghiaccianti: le donne devono stare a casa, le donne non devono guidare, le donne non devono votare, le donne non devono lavorare.

Qualcuno ha provato a farlo su Google.it, nella lingua del “maschilismo tradizionale“. E indovinate un po’? La situazione cambia di poco. “Le donne devono stare a casa” è il primo risultato. Seguito poi da “le donne devono stare in cucina” o “le donne devono essere sottomesse” o ancora “le donne devono essere trattate male“.

Qualche dubbio sul fatto che il maschio italico speri ancora in fondo al cuore, e nemmeno poi troppo in fondo, che la donna ritorni a porgergli la clava dall’interno della caverna, dunque mi sovviene.

L’altro giorno parlavo con un ragazzo di circa trent’anni; si discuteva riguardo lavatrici, lavastoviglie e quant’altro e al malcapitato è scappata la frase “eh, io la vorrei una donna capace di lavare ancora la biancheria a mano… ” Ecco un esempio calzante, di come la generazione che dovrebbe aver accettato meglio i cambiamenti di genere degli ultimi anni, l’abbia fatto in realtà per necessità e non perché davvero ci creda.

Eppure ormai le donne portano avanti le famiglie in tutti i sensi: sono quelle che lavorano, quelle che guadagnano, quelle che risanano i debiti, quelle che comunque si prendono cura di casa e figli. Ma allora, io mi chiedo, cari maschietti ma voi che cosa vorreste di più?!? No, ecco sbaglio a formulare la domanda. Quella corretta sarebbe: cari maschietti ma voi cosa vorreste IN MENO?

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