Tra i nomi illustri che sono in prima linea nel promuovere il movimento Science for peace, fondato dal professor Umberto Veronesi nel tentativo di declinare il pensiero scientifico al servizio della costruzione della pace, trionfano le donne.

Il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e un premio Nobel per la pace mancato come Ingrid Betancourt, la vice presidente del Senato Emma Bonino e Tara Gandhi, nipote del Mahatma, il Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini e l’astronoma Margherita Hack, e poi ancora la cantante israeliana Noa e la regista italiana Francesca Comencini sono solo alcune delle donne che saranno presenti a Milano il 21 e 22 novembre prossimi per la prima conferenza mondiale del movimento.

La nostra iniziativa è “Science for Peace” e non “Science and Peace”, perché se parliamo solo di pace, la pace non arriverà mai. Ma se lavoriamo con un metodo costruttivo, il risultato sarà l’armonia universale. Raggiungere la pace e l’armonia richiede uno sforzo costante, per questo la pace è anche azione

ha sottolineato Tara Gandhi per spiegare quale sia, in concreto, l’apporto che questo movimento può fornire.

Le fa eco anche Shirin Ebadi, secondo cui

la scienza, e in particolare la scienza sociale, è uno strumento per promuovere la pace. Il pregiudizio è infatti un ostacolo importante alla pace. Alcune persone credono di essere le uniche nel giusto. E il pregiudizio è il frutto della mancanza di conoscenza. Così, conoscere diverse religioni e culture è un modo per combatterlo.

Il movimento, nato sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica e patrocinato anche dalla Camera dei Deputati, dal Senato, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Esteri e da quello dell’Istruzione, si propone di dirottare le spese in armamenti verso investimenti umanitari e sociali.

Se qualcuna/o di voi si trova a Milano, si faccia un giro alla conferenza (si terrà presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi, in via Roentgen, e per partecipare dovete registrarvi).