Ne avevamo accennato anche noi, la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha evidenziato un trend in completa ascesa: sempre più donne svolgono lavori maschili, al meglio e in modo molto più professionale.

Ora Forbes sottolinea questo dato importante evidenziando ben 15 professioni maschili che dal 2009 sono diventate prerogativa femminile, con un sostanzioso aumento di stipendio. Le donne sembrano svolgere queste mansioni con maggiore professionalità, precisione e sicurezza.

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E finalmente forse si vedono le prime avvisaglie di un piccolo equilibrio anche dal punto di vista economico; è un dato importante perchè le donne condividono con gli uomini ruoli e compiti, ma con stipendi dimezzati.

Jenna Goudreau, laureata in giornalismo e sociologia e ideatrice della sezione femminile Forbes Woman, ha condotto una ricerca consultando i dati emersi dal rapporto Women at Work del Bureau of Labour Statistics, riguardanti il campo lavorativo ed economico.

In un quadro generale si evidenza, in particolare negli USA, un piccolo aumento degli stipendi femminili dal 2000 a oggi, specialmente se messi in rapporto con quelli maschili. Ma in alcuni casi le donne eccellono e superano economicamente gli uomini, e la Goudreau evidenza 15 attività in particolare:

1) manager e supervisore nel campo edile

2) panettiere

3) guardarobiere

4) aiutante barista

5) truccatore

6) intervistatore durante i colloqui di lavoro

7) maestro d’asilo e di scuola materna

8) assistente di insegnanti

9) tecnico nell’ambito delle scienze sociali

10) dietista e nutrizionista

11) ergoterapista (nel settore socio-sanitario)

12) impiegato di call center

13) archivista

14) imbianchino

15) meccanico (di attrezzature di automobili e aerei) e manovale dell’edilizia

Sono tutte attività nelle quali le donne hanno dimostrato maggiore predisposizione, data dall’esperienza personale, e anche maggiore capacità di lavorare in equipe. Purtroppo dal rapporto emerge come l’eguaglianza lavorativa e la parità tra i sessi sia ancora ben lontana dal realizzarsi; pochissime ancora nel 2011 le donne ai vertici e al timone di comando.

Questo equilibrio tra i ruoli, dal punto di vista pratico, potrebbe però avviare una riforma di mansioni e poteri nella speranza di una vera parità senza distinzione di sesso.