La predisposizione all’infedeltà non è una questione di genere, ma dipende dall’autostima e dalla posizione che si occupa nella società. Questa è la teoria sancita da una ricerca olandese, che ha appurato come le donne potenti tradiscono con più facilità alla pari del sesso maschile.

Potere, autostima e posizione. Se una donna può vantare alti livelli in tutti e tre questi ambiti, allora sarà maggiormente incline verso l’adulterio. In effetti la scoperta si allinea perfettamente con gli esiti di un sondaggio tutto italiano diffusi poco tempo fa, dai quali è emerso come il luogo di lavoro sia terreno sempre più fertile per le relazioni extraconiugali.

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Il team di studiosi dell’Università di Tilburg ha valutato il comportamento di 1561 persone con cariche professionali differenti. Mentre il 6% degli esaminati occupava posizioni dirigenziali, il 22% era impiegato in ambiti inferiori e il 14% era rappresentato dalla categoria dei capi settore aziendali.

“Tra le persone potenti, sono gli alti livelli di fiducia e non il sesso a predisporre all’infedeltà. Sempre più donne raggiungono posizioni di potere, e sono considerate uguali agli uomini, quindi il loro comportamento potrebbe anche cambiare. Questo può portare a un aumento dei comportamenti negativi tra le donne che in passato sono stati più comuni fra gli uomini”.

Così spiega Joris Lammers, a capo dello studio, sottolineando come le cause reali che spingono uomini e donne in carriera verso il tradimento siano in effetti molteplici, e difficili da definire. Uno dei motivi potrebbe essere la continua e spesso prolungata assenza da casa, magari dovuta a un viaggio di lavoro che, spesso, si trasforma in un’occasione per intrecciare una relazione con una persona diversa dal partner.

Ci chiediamo, tuttavia, se anche il principio opposto deve essere considerato valido, e se quindi le persone con poca fiducia in se stesse siano in realtà i compagni e le compagne più fedeli del mondo.