Incredibile a dirsi.

Eppure per spodestare la regina incontrastata della domenica sera chi meglio di un’imperatrice?

La Principessa Sissi, fiction con Cristiana Capotondi nei panni dell’indimenticabile imperatrice d’Austria , è riuscita a vincere la guerra degli ascolti sia domenica sera contro Amici di Maria De Filippi che ieri sera contro la semifinale del Grande Fratello condotta da Alessia Marcuzzi.

La storia di una delle principesse più amate ha indubbiamente un fascino indiscutibile ma al di là del dato televisivo quello che qui si vuole mettere in evidenza è la preferenza espressa da un pubblico con ogni probabilità composto prevalentamente da donne.

L’idea che in un mondo in cui tutti sembrano abbagliati dal falso mito del successo facile e in cui mettersi in mostra, (integralmente o meno) risulta essere la chiave del successo, preferire la storia di una principessa triste che avrebbe preferito condurre la sua vita in una baita di montagna che in un palazzo imperiale è una bella inversione di tendenza.

Per non dimenticare poi la questione del romanticismo, questo sconosciuto che sembra attualmente un animale in via d’estinzione, sacrificato a favore di sentimenti sbandierati ai quattro venti e duraturi quanto la striscia del prime time, e che invece e ciò che spinge a seguire le vicende di questa donna che ebbe la fortuna di trovare l’amore con la A maiuscola, un principe in carne ed ossa per seguire il quale fu pronta a rinunciare al suo bene più prezioso: la libertà.

E sebbene a parere di chi scrive di Principessa Sissi ce n’è solo una ed ha il volto dell’indimenticabile Romy Schneider, stupisce positivamente questa scelta delle donne di oggi di essere, anche se solo per un paio di sere, principesse e non veline.