Non ci sono più lavori appannaggio dei soli stranieri. Una fase, durata circa vent’anni, si è davvero chiusa, archiviata dalla crisi economica. Lo racconta un particolare se vogliamo piccolo, ma significativo: una collaboratrice domestica su cinque, in Italia, è di nazionalità italiana. Dunque anche la colf non appartiene più allo stereotipo della filippina o della badante bielorussa: questo mestiere occupa 698.957 persone, di cui 143.207 italiane.

Questo è uno dei tanti dati dell’INPS di cui si parla in questi giorni, che emergono dal Bilancio Sociale (uno studio che si occupa degli effetti redistributivi nell’ambito della spesa sociale): tramite numeri e grafici quello che vediamo attorno a noi già abbastanza chiaramente lo diventa ancora di più.

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Il paese in piena crisi economica si è impoverito, e la precarietà delle nuove generazioni sta mettendo in fibrillazione un sistema pensionistico certamente stabile – uno dei più apprezzati a livello europeo – ma che conti alla mano garantisce una pensione inferiore ai mille euro a più del 50% della popolazione. E ce n’è un altro 17% che prende 500 euro, la sociale.

I trattamenti per la famiglia (sostanzialmente al nucleo familiare e assegni familiari) costituiscono la voce più rilevante dopo gli ammortizzatori sociali con una spesa complessiva di 6,7 miliardi con un incremento del 4,5% nel 2011. A dimostrazione di come comunque la cassa previdenziale sia stimolata nel suo aspetto di compensazione: 219 miliardi di prestazioni sociali distribuite all’Inps (pensioni, trattamenti temporanei e altro).

Considerando il crollo dei lavoratori dipendenti under 30 – fenomeno che colpisce particolarmente il genere femminile – il bilancio sociale dell’INPS è molto negativo: -0,6% di dipendenti privati e -45% per i giovani senza diploma.

Gli operai, segnala l’Inps, rappresentano con 6.505.337 unità ancora più della metà dei lavoratori dipendenti (-0,3% tra il 2009 e il 2011) mentre gli impiegati sono 4.863.350 persone (+0,4% nel biennio), il 39,1% del totale. Gli apprendisti con appena 488.062 persone nel 2011 (-6% nel 2011, -14,6% nel biennio) rappresentano appena il 3,9% dei dipendenti. I dirigenti del settore privato, diminuiti nel biennio dell’1,7%, sono 122.681: appena l’1% del totale dei lavoratori dipendenti.

Fonte: INPS: bilancio sociale