L’esperienza parrebbe insegnare che in situazioni emotivamente intense, come in gioventù la presenza dell’uomo amato e oggi una situazione professionale impegnativa, noi donne non possiamo contare troppo sulla nostra lucidità. Il discorso si fa farraginoso, le parole sfuggono, la concentrazione diventa difficile.

Ma tranquille, per gli uomini pare sia ancora peggio. Una ricerca svolta dall’università olandese Radboub di Nijmegen ha dimostrato che, sollecitati da stimoli visivi, gli uomini perdono la bussola molto più delle donne.

L’esperimento è stato semplice: si son scelti due gruppi campione, uno maschile l’altro femminile, e ad entrambi è stato richiesto di memorizzare un breve scioglilingua e facili sequenze mnemoniche.

Nessuno ha avuto il minimo problema ad ottemperare a quanto richiesto. Poi, sorpresa. Gli uomini son stati messi in contatto con attrici avvenenti: nello sforzo di far bella figura, nell’entusiasmo del corteggiamento, i tipi hanno dimenticato completamente le sciocche rime proposte loro qualche minuto prima.

Il loro cervello era andato completamente in cortocircuito e lo stato di euforia si è prolungato per qualche minuto dopo che le ragazze avevano abbandonato la sala.

Anche con le donne è stato proposto analogo schema: le signore del gruppo campione hanno apprezzato gli sguardi virili e i fisici prestanti dei modelli proposti loro, ma senza significative debacle del loro sistema cognitivo. Insomma, le strofette a memoria continuavano a ricordarle.

Pieter Medendorp, che ha coordinato la ricerca, ha provato a dare una spiegazione al curioso fenomeno: secondo lui l’uomo, programmato dall’evoluzione genetica alla riproduzione della specie, attiva le sue doti di cacciatore, che sono prioritarie, mentre la donna, per natura è portata al romanticismo e quindi meno interessata all’attrazione fisica tout court.

A me sembra il solito discorso apologetico maschile e maschilista. Non a caso, l’equipe che coordinava i lavori era quasi tutta al maschile.