Cosa hanno in comune Aung San Suu Kyi e Lady Gaga? Pensiamoci un attimo. La prima è piccolina, gracilina, discreta, la seconda eccentrica, imponente, delirante; la prima è Premio Nobel per la pace, la seconda è pluripremiata ai Grammy Awards; la prima ha mobilitato capi di Stato, artisti, esponenti religiosi, la seconda ha spostato tette e culo.

Così apparentemente lontane, così terribilmente vicine, perlomeno nella classifica delle persone più influenti dell’intero Pianeta: lo sostiene il Time, che ha stilato la classifica annuale dove la politica birmana conquista il podio subito seguita da Miss Germanotta. Tra i primi cento nella lista si posizionano anche Michelle Obama, Papa Francesco, il governatore della Bce Mario Draghi e il calciatore Mario Balotelli.

La mia attenzione, però, è catalizzata sempre sulla eclettica Gaga e la sua attività nel sociale. Non sarà un caso che cercando la sua biografia su Wikipedia appaia a fianco dell’attività di cantante, quella di “filantropa” che, dopo avermi destato perplessità, mi è stata esplicata con feroci lotte  contro il bullismo e per far valere i diritti civili di gay e lesbiche. Forse discutibile il modo in cui lo fa, ma a mali estremi, estremi rimedi…