Quel terribile stato di ansietà che si prova prima e durante un colloquio di lavoro. Tutti ne sappiamo qualcosa, e le donne, da sempre alle prese con le loro tante e spesso infondate insicurezze, credono di essere un disastro. Invece non è così: mediamente rendono meglio degli uomini.

Il livello di stress nelle donne durante un colloquio di lavoro è più alto, ma anche il rendimento: questa è la scoperta di tre ricercatori dell’Università del Western Ontario. Una contraddizione soltanto apparente, perché non si deve dimenticare il concetto importante di adattamento.

Gli studiosi infatti erano curiosi di capire perché per le donne il fattore stress non era perfettamente predittivo come nei maschi, così hanno condotto 400 interviste e colloqui simulati all’università. Così commenta Justin Feeney, uno dei ricercatori autori dello studio:

«L’adattamento allo stress delle donne è più proattivo di quello degli uomini. Le donne cercano il sostegno sociale, dai propri cari, amici e colleghi circa la loro ansia e la gesticono con cose concrete come praticare finte interviste con i loro amici. Gli uomini reagiscono con strategie di coping disadattive. Fingere che non sia accaduto nulla, guardano la TV, alleviano lo stress con pratiche ritardanti che ostacolano la prestazione invece di prepararla.»

Ovviamente questo dato racconta una cosa intuibile: le donne sono già abituate, in molti casi, a sopportare lo stress, per la combinazione di lavoro e cura famigliare, e per gli ostacoli e i ritardi che continuano a pagare per potersi realizzare nella vita. Così, lo studio suggerisce di valutare diversamente i segnali di stress durante i colloqui: nel caso delle donne, il margine di tolleranza di chi si occupa di selezionare il personale deve essere più alto, perché non è detto che una donna un po’ più ansiosa corrisponda a un profilo sbagliato per l’azienda.

Generalmente, è destinata a sorprendere subito dopo la stretta di mano.

Fonte: BusinessDaily