Lui indossa calzini non abbinati? Glielo facciamo notare dopo un istante. Se proviamo però a chiedergli cosa indossiamo noi, probabilmente ci rivolgerà uno sguardo vacuo perché, pur guardandoci, non lo ha memorizzato.

Rovescia l’acqua a tavola? Subito è raggiunto da una nostra occhiata di disapprovazione. Mai il contrario. Se fino a ieri ognuna di noi ha segretamente pensato che i propri uomini (mariti, fidanzati, padri, fratelli) fossero gli esseri più distratti del mondo, arriva oggi uno studio pubblicato su Neuropsychologia a ridimensionare il problema.

È proprio di noi donne percepire immediatamente una situazione paradossale, un errore, una incongruenza. Una coproduzione Università Bicocca (Milano) e CNR ha finanziato una curiosa ricerca. A 23 studenti universitari di entrambi i sessi sono state proposte centinaia di immagini, alcune delle quali ritraevano azioni prevedibili (scrivere una email, cestinare spazzatura, mangiare un frutto), altre fotografavano atteggiamenti incongrui (usare l’accetta per aprire un uovo alla coque, sorseggiare benzina con la cannuccia, restarsene nel deserto su una gamba sola).

Non solo le donne hanno dimostrato di percepire prima l’incongruenza di un’azione, lo hanno fatto anche in maniera diversa. La reazione, in loro, proveniva immediatamente dalle aree cerebrali legate all’affettività (sistema limbico e corteccia cingolata), mentre gli uomini attivavano la loro parte razionale (corteccia orbitofrontale) per identificare come anomala un’azione.

Insomma, la donna intuisce, l’uomo riflette. A capo dello studio c’è una donna, la professoressa Alice Mado Proverbio, che mira a dimostrare l’esistenza negli esseri umani di quei “neuroni specchio”, propri dei primati, che spingono a riconoscere un’azione come condivisibile e ad imitarla.

Forse è per questo che noi siamo più fashion victims. Forse è per questo che noi siamo più glamour.