I risultati di un interessante studio condotto dalla Lorien Consulting su un campione di 800 donne hanno delineato i confini del rapporto che le tutte le donne hanno con le bevande.

Che si tratti di acqua, vino, birra o tè, sempre più donne considerano l’atto del bere come qualcosa di più di una semplice azione quotidiana e necessaria.

Come spiegato in “Una prospettiva al femminile“, il libro che raccoglie i dati della ricerca, gustare le bevande spesso rappresenta un momento di socializzazione e condivisione che nulla ha a che vedere con la meccanicità del gesto in sé.

Di conseguenza, le donne sono delle attente consumatrici e al momento dell’acquisto di una bottiglia di vino o di una confezione di tè, scrutano le etichette per informarsi sulla qualità, la provenienza e il contenuto calorico e di alcol.

Secondo la classifica stilata l’acqua naturale è la bevanda per eccellenza (72%), seguono il caffé (28,6%), l’acqua gassata (20,3%), i succhi di frutta (20%), tè e tisane (11,4%).

Molto interessanti risultano essere, poi, i quattro profili femminili individuati dalla ricerca in base al rapporto delle donne con le bevande:

  • socialmente attive: di età compresa fra i 18 e 32 anni, queste donne frequentano i locali glamoour e prediligono cocktail e bevande alcoliche in generale;
    • edoniste: entrate negli “anta”, queste donne sono spesso divorziate, con un buon livello culturale e attente al cibo e alle bevande di qualità;
    • attente: donne fra i 33 e i 50 anni, cercano di bere in modo naturale e biologico;
      • salutiste: sempre di età compresa fra i 33 e i 50 anni, hanno una famiglia e non frequentano i locali, né bevono alcolici.