Le imprese cooperative in Italia rappresentano una grande risorsa occupazionale e produttiva, soprattutto per il lavoro femminile. Lo afferma Confcooperative, che illustra il panorama delle cooperative nazionali evidenziando come sempre più donne trovino opportunità di impiego in questo ambito, e come la componente rosa si stia facendo strada anche a livello di leadership.

Per l’occupazione rosa nella penisola non è un momento positivo, con il tasso di disoccupazione alle stelle e sempre meno risorse finalizzate a valorizzare la forza lavoro femminile. In occasione dell’apertura della XXXVIII assemblea nazionale della Confederazione il vicepresidente vicario di Confcooperative, Carlo Mitra, ha esposto la relazione annuale sulle cooperative italiane focalizzando l’attenzione proprio sulle cifre relative alle donne nelle cooperative.

Il 62,6 per cento degli occupati nelle cooperative è donna, con una predominanza rosa nel settore sociale, e il sesso debole occupa il 26 per cento delle posizioni di comando, una cifra in crescita rispetto al 2007, quando la percentuale relativa alle quote rosa nelle imprese cooperative era ferma al 21 per cento. Si tratta di valori interessanti che mostrano un trend molto positivo in grado di risollevare le sorti dell’occupazione femminile in Italia. Più in generale, negli ultimi anni sono sia gli occupati sia il fatturato hanno subito incrementi considerevoli, soprattutto in termini di lavoro dipendente, come ha sottolineato Carlo Mitra.

«Siamo orgogliosi della funzione sociale esercitata dalle cooperative italiane, che hanno incrementato l’occupazione di lavoratori dipendenti per oltre l’8 per cento nel quadriennio 2008-2011. È occupazione moderna, con maggioranza femminile e consistente integrazione di immigrati quella realizzata dalla cooperazione, che rappresenta con 1,3 milioni di occupati il 7,7 per cento del Pil.»

Fonte: Andkronos