Cibo, telefoni, vestiti. Non c’è quasi spesa di una famiglia in cui una ragazza non abbia voce in capitolo. Questo dicono tutte le statistiche sui consumi, dove i maschi quasi non si notano.

L’aspetto singolare di questa capacità delle adolescenti di influire sull’economia familiare è che diminuisce con l’età fino alla soglia dei 21 anni, quando si ferma al livello dei coetanei maschi: zero. A 16 anni, invece, una ragazzina in casa significa per i genitori un’incredibile forza e determinazione nell’imporre il proprio parere sull’economia domestica. In pratica, un potere d’acquisto… senza potere d’acquisto.

Da almeno due decenni i pubblicitari dispongono di analisi di mercato che li orientano a sfruttare questa influenza, passando dai gusti dei minori per aprire i portafogli dei grandi, ma solo negli ultimi tempi si è visto come ci sia anche una profonda differenza di genere.

In particolare, l’ufficio nazionale di statistica inglese ha individuato questo girl power, in cui le adolescenti del Regno Unito appaiono in tutta la loro influenza. Che però ha anche aspetti positivi. Come racconta il professor Bernard Fortin, a capo della ricerca:

“Ogni genitore sa che i bambini, anche in età molto precoce, hanno le loro preferenze sui consumi. Quando diventano {#adolescenti}, le ragazze però sono più indipendenti e quando cominciano a lavorare la loro posizione contrattuale in famiglia addirittura migliora.”

Sul motivo per cui mamma e papà allarghino più volentieri i cordoni della borsa per le figlie femmine ci sono tante teorie: dalla necessità di soddisfarle perché altrimenti possono farti impazzire, al maggiore senso di responsabilità e maturità che hanno rispetto ai figli maschi. Qual è la vostra esperienza?