Il piccolo principe George ha soli due anni ma con quegli occhioni azzurri e le sue guance paffutelle, non poteva che meritarsi l’ammirazione incondizionata dei sudditi inglesi e non solo. Ma come diventerà il principino da grande? Alcuni ricercatori dell’Università di Bradford hanno cercato di rispondere nella maniera più verosimile possibile a questa domanda sfruttando il potere della tecnologia.

Il merito principale della straordinaria invenzione è da attribuire al professor Hassan Ugail il quale ha ideato un software che riesce a elaborare dai trenta ai quaranta tratti del viso di un soggetto, per poi ricavare gli stessi tratti in un viso invecchiato di vari anni. Prendendo in considerazione il viso del principe, gli studiosi hanno così elaborato dei possibili ritratti di George all’età di sette, quaranta e sessant’anni. A guardare i risultati, la somiglianza con il padre William è evidente, oltre agli occhi azzurri e alle guance paffute che continueranno a contraddistinguerlo.

La stessa tecnologia è stata utilizzata con la piccola Charlotte, nata da appena pochi mesi. Secondo il particolare software anche lei da grande somiglierà molto a suo padre, ma anche alla nonna defunta: guardando le immagini, infatti, è impossibile non notare lo stesso fascino e la medesima grazia di Lady Diana che quindi rivivranno nel volto della piccola Royal Baby. I risultati del software sono, perciò, davvero sorprendenti e, secondo i ricercatori, possono risultare attendibile all’80% tanto da essere sfruttati in futuro dalla polizia soprattutto per i casi di bambini scomparsi.