L’imprenditoria femminile in Italia rappresenta una risorsa per l’economia, riuscendo a creare ogni anno un fatturato pari a 200 miliardi di euro, che tradotto in percentuale significa il 24,2 per cento del totale nella penisola. Un dato molto interessante che arriva dalla Camera di Commercio di Milano.

Le donne che scelgono la strada dell’imprenditoria rosa, quindi, sono in grado di smuovere capitali e favorire la crescita delle imprese con introiti decisamente interessanti, nonostante le difficoltà attuali legate alla crisi economica e le problematiche che ruotano intorno al lavoro femminile. Queste cifre, rese note nel corso del convegno “Imprenditrici d’Italia”, sono relative al primo trimestre 2011 e 2012 e al quarto trimestre 2011.

Stando ai report elaborati dalla CCIAA di Milano, inoltre, la provincia più attiva nel campo dell’imprenditoria femminile è Roma con un buon 6,2 per cento, seguita da Napoli e Milano, rispettivamente con percentuali pari al 4,7 e al 4,5 per cento. Si tratta principalmente di imprese individuali, che corrispondono al 66,2 per cento del totale, mentre in misura inferiore compaiono le società in accomandita semplice e le società a responsabilità limitata. Le aziende femminili create da imprenditrici straniere sono invece 96.207, cresciute del 6,3 per cento in un anno.

Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, focalizza l’attenzione sui dati relativi al territorio milanese, sottolineando anche come le imprese rosa possano dare una forte spinta all’economia nazionale, ma non solo, infatti è proprio dalle attività gestite da donne che dovrebbero partire le principali iniziative in materia di welfare e conciliazione lavoro famiglia, strumenti fondamentali non solo per incentivare l’occupazione rosa ma anche per promuovere un lavoro di qualità.

«Le imprese ‘a guida rosa’ della provincia di Milano sono oltre 57 mila, pari al 20 per cento del sistema economico milanese. Di queste imprese circa l’85 per cento opera nel terziario e 1 su 3 è nel commercio. Per un’istituzione come la nostra, che lavora per le imprese sul territorio, è importante tenere alta l’attenzione su questo tema, anche raccontando la storia delle pioniere dell’imprenditoria femminile a Milano nel convegno di oggi. Perché rimangono esempi soprattutto in un periodo difficile come quello in cui viviamo, dove proprio le donne, tra welfare e piccola impresa, possono dare un contributo significativo a una svolta positiva.»

Fonte: Agi