Quali sono le mamme migliori del mondo? Negli Stati Uniti sta impazzando un dibattito un po’ surreale. L’anno scorso fece scalpore la teoria di Amy Chua, professoressa di Yale che osannò la mamma tigre cinese, e non mancano libri sulle mamme gallesi, francesi, persino incas.

Il Wall Street Journal, però, non ha dubbi: le mamme italiane sono il massimo. Come si è arrivati a questo risultato? Nessun approccio scientifico, soltanto una vena – conservatrice? – dell’editorialista che, dopo aver riassunto l’incredibile quantità di letteratura sull’argomento, spesso scritta da autori un po’ sciovinisti con l’obiettivo di privilegiare etnicamente un concetto di maternità rispetto a un altro, ha sentenziato:

«Le madri migliori sono le italo-americane, in parte perché sono calde e affettuose, ma soprattutto per come fanno i cannelloni (…). Amano i loro figli, si occupano di loro, li difendono, e per questo i loro bambini crescono come pilastri della società.»

Ci sarebbe molto da ridire, soprattutto per gli effetti visibili del mammismo sui maschi adulti nelle società mediterranee – le giovani spose ne sanno qualcosa – tuttavia il bisogno di tagliare la questione con la mamma italiana, da sempre icona, soprattutto negli USA (complice il cinema) della mamma protettiva e buona, racconta anche del fallimento delle teorie troppo incentrate sul carattere etnico invece di quello culturale. Popolo mediterraneo, frutto di molteplici influssi, quello italiano non è individuabile come quello germanico o quello cinese, è piuttosto un modo di essere. Modo che al principale quotidiano finanziario di New York evidentemente piace.

L’elenco delle qualità, vere o presunte, delle mamme del resto del mondo, infatti, non accende l’entusiasmo come quell’immagine della casalinga italiana riprodotta sul WSJ: stereotipata, ovvio (una donna procace, sorridente, pettinatura perfetta, che mette in tavola gli spaghetti), ma anche molto femminile e rassicurante.

Nella disfida planetaria delle mamme, invece, tutto si riduce a compiti e stili: la mamma francese non permette ai figli di mangiare cibo spazzatura e li lascia giocare senza ansie; quella boliviana sarebbe imbattibile per devozione e resistenza stoica; quella gallese (raccontata nel libro “Come i gallesi hanno inventato la moderna maternità” di Addfwyn Griffith) sa stare in silenzio e gioca un ruolo determinante nel rafforzare l’indipendenza dei figli; quella mongola sarebbe favorita dal tanto tempo trascorso da sola coi figli.

Tutto qui? Non c’è gara.

Fonte: Wall Street Journal