La birra sembra qualcosa che non appartiene troppo alla cultura italiana. Era così fino a venti o trenta anni fa, quando i coraggiosi pionieri, gli imprenditori della birra hanno deciso di trasformare una passione in un segno dei tempi, in una nazione in cui il vino rappresenta la bevanda nazionale, importante soprattutto per l’economia connessa alla vendita e all’esportazione. La realtà artigianale per quanto riguarda la birra è variegata: di seguito una classifica delle migliori etichette redatta da Style. I prezzi, dove non indicato, si riferiscono a delle bottiglie di tre quarti di litro.

Una di queste birre è la Oppale, per metà italiana e metà belga, molto corposa e luppolata. Il prezzo è contenuto, per una birra artigianale e si aggira intorno ai 9 euro. Poi c’è una birra tutta italiana, la Amarcord Riserva Speciale, che viene dalle marche, ma è stata pensata da un birraio newyorchese: profumata e fruttata, ha un costo di 20 euro. Dalla patria del Cannonau viene invece la BB10, prodotta proprio con il mosto cotto di questo vino: costa 17 euro.

Poi c’è la scozzese Punk Ipa, molto amara: una canadese ha un costo di poco meno di 4 euro. USA e Nuova Zelanda unite per realizzare la Burocracy che profuma di agrumi e frutta esotica. Anche qui la canadese costa poco meno di 4 euro. Dal Belgio viene invece la birra champagne, Deus, che può essere utilizzata come aperitivo e costa 17 euro. La Saison Extraomnes invece ha cenni di pepe e una sottile speziatura, e una canadese costa circa 3,50 euro.

Tornando in Italia, troviamo la Ligera, storica birra milanese nell’ambito della birra artigianale: la sua American Pale Ale presenta delle note agrumate e costa 8,90 euro. La Local1 è invece statunitense e ha un sapore spiccatamente amaro, e costa 11,50 euro. Tra le birre champagne c’è anche Malheur Brut, che è molto alcolica e ha un retrogusto amaro: si sposa bene con il pesce e costa 15 euro.

Alcune delle etichette più significative sono però appunto in Italia. Come la My Antonia, molto floreale e con punte resinose, che costa 10 euro. Dal birrificio Baladin si impondono invece la Xyauyù, non frizzante con note di frutta esotica al costo di 30 euro al mezzo litro, e Terre, che arriva a 12 gradi alcolici e costa poco meno di 23 euro per il mezzo litro.

Infine, c’è la parmense Barriquee Sour, un po’ acida e affinata in botte, al costo di poco più di 9 euro. Da Parma arriva anche Sibilla, aromatica e fruttata, ma al tempo stesso destinata a tutti i palati, a un costo decisamente contenuto, 8,50 euro. La Pale Ale della Sierra Nevada viene ugualmente dall’Italia e presenta una particolare varietà di luppolo: la canadese costa meno di 4 euro. La Viaemilia è secca e profumata, premiata molto spesso nella terra della birra, la Germania: una canadese è in vendita al costo di poco meno di 5 euro.