Il regolamento della sessantesima edizione del Festival di Sanremo deve ancora essere ufficialmente presentato, ma come spesso accade sono apparse le prime indiscrezioni.

In esclusiva TV, Sorrisi e Canzoni parla delle vere novità di Sanremo 2010, sottolineando come la presunta innovazione trapelata nei giorni scorsi, ovvero la legalizzazione delle canzoni in dialetto, sia soltanto la formalizzazione di una espressione già presente nelle edizioni degli anni passati.

Il settimanale diretto da Alfonso Signorini cita infatti “a storia ‘e nisciun” di Nino D’Angelo, testo completamente in napoletano presentato nel 2003, e anche “Marì” dello stesso autore, un ibrido italiano-napoletano cantato nel 1997. Ma ancora i Pitura Freska, i Tazenda, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Peppino di Capri e tanti altri si sono esibiti sul palco dell’Ariston cantando una canzone espressamente nel loro dialetto.

Le vere novità, dunque, risiedono principalmente nel requisito di cittadinanza italiana, restrizione abolita dal direttore Mazzi. Qualunque artista può presentarsi per il Festival di Sanremo, purché la canzone proposta sia in italiano.

Altro grande dogma abbattuto dal nuovo regolamento è il meccanismo dell’inedito. Fino ad oggi le canzoni presentate al Festival dovevano risultare inedite per il pubblico presente a teatro e per il pubblico a casa, senza eccezioni. Quest’anno è stato rivoluzionato il sistema di selezione per la categoria giovani, che prende il nome di Sanremo nuova generazione.

I brani presentati dagli aspiranti concorrenti verranno pubblicati sul sito ufficiale, ascoltabili in streaming da chiunque voglia. Una platea potenziale di milioni di persone che non avranno, quindi, alcuna sorpresa nel sentire le canzoni durante il Festival. Alcuni esperti musicali valuteranno la qualità dei brani e sceglieranno sei degli otto concorrenti giovani, mentre gli altri due proverranno dal cosiddetto SanremoLab.