Niente più Teletubbies. L’intrattenimento per bambini piace anche agli adulti ed è rigorosamente a cartoni animati. È quello che emerge dall’ultimo Comicon di Napoli, che si è concluso ieri, nell’edizione che aveva come tema l’ultimo colore della serie CMYN (sigla che indica la quadricromia nella stampa offset), il nero.

Un concorso, quello di 3DNA, ha stimolato gli astanti a votare per il cartone animato più bello, tra quelli provenienti un po’ da tutta Europa: il contest ha riguardato decine di corti animati per la TV che si sono susseguiti a rotazione nelle due sale dedicate.

Ma non è finita qui: grande spazio è stato riservato anche agli incontri a tema, dai cartoni in bianco e nero, quelli distantissimi dall’odierna animazione digitale, all’animazione contemporanea, ad esempio con la proiezione di “Inuyasha Final Act”, in collaborazione con MTV, strizzando un occhio ai cartoni animati giapponesi degli anni ’80, quelli che non abbiamo mai dimenticato, tra cui “Daitarn 3“, di cui ricorre quest’anno il trentennale italiano.

E se tra gli ospiti figurava Carlos Trillo, sceneggiatore di una delle eroine di nicchia meglio riuscite, “Cybersix”, a cui si accompagnò una non altrettanto buona riuscita televisiva nel 2000 quando il fumetto fu epurato di tanti dettagli pruriginosi o violenti, c’era anche Milo Manara, le cui avventure femminili sembra quasi impossibile vengano trasposte per la televisione, a meno che non vengano mandate in onda a notte inoltrata, dato il tradimento che si opererebbe su certi dettagli lascivi delle storie.

Eppure di Milo Manara c’erano in mostra certa tavole degli anni ’70, due delle quali possono essere ammirate nella gallery: una critica feroce alla TV e alla mercificazione della donna, sotto l’occhio attento di una caricatura dell’ex maschio testosteronico per eccellenza, Lando Buzzanca.