«Le fritture fanno male? Ma quando mai! Basta friggere in modo corretto e una patata fritta o una montanara diventano prodotti nutrizionalmente ottimi». Questa la dichiarazione di Vincenzo Fogliano, responsabile di una nuova ricerca condotta dall’Università Federico II di Napoli e dalla Scuola di Cucina Professionale Dolce & Salato, che fa ben comprendere come le patatine fritte non facciano male alla salute se cucinate correttamente.

Giungono dunque buone notizie per tutti coloro che non riescono a rinunciare a un buon piatto di patatine fritte: se cotte in modo corretto, non assorbono molto olio e possono anche essere un ottimo piatto dal punto di vista nutrizionale. A patto, appunto, che si seguano alcuni accorgimenti.

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«Un ruolo fondamentale – spiega il professor Fogliano – lo gioca l’amido che “sigilla” il pezzo da friggere, riducendo l’assorbimento dell’olio. L’amido delle patate con granuli grossi e ricco di amilopectina è particolarmente efficace. Bisogna invece fare attenzione ai prodotti pre-fritti e poi surgelati o alla pratica di rifinire all’ultimo minuto prodotti pre-fritti in precedenza. In questo caso la quantità di olio assorbito aumenta significativamente».

Per evitare di far assorbire troppo olio ai cibi non bisogna dunque pre-friggere, surgelare o rifriggere un alimento. Via libera dunque ai piatti fritti, se si sa come fare. Certo, sempre senza esagerare date le calorie che solitamente gli alimenti cucinati in questo modo possiedono.