Le poesie più belle per il matrimonio sono un’idea molto romantica sia per concludere una cerimonia civile con la lettura di versi d’amore, sia per dare vita a un momento emozionante durante il ricevimento.

Hikmet, Shakespeare, Neruda: i più grandi poeti di sempre hanno infatti dedicato alle nozze e, più in generale, alla celebrazione dell’amore tra due persone, versi meravigliosi che i futuri sposi possono scegliere di dedicarsi nel giorno più importante della loro vita.

L’idea in più? Una volta scelta la propria poesia d’amore preferita, si può pensare di stamparla e di lasciarla come romantico omaggio agli ospiti dopo la cerimonia.

Tra promesse d’amore eterno e dichiarazioni struggenti, ecco allora alcune delle più belle poesie d’amore per il giorno del matrimonio.

  •  Il più bello dei mari - Nazim Hikmet. “Il più bello dei mari/ è quello che non navigammo./Il più bello dei nostri figli/ non è ancora cresciuto./ I più belli dei nostri giorni/non li abbiamo ancora vissuti./E quello/che vorrei dirti di più bello/non te l’ho ancora detto”.
  • Ho scelto te - Lawrence. “Nel silenzio della notte,/ io ho scelto te./ Nello splendore del firmamento,/ io ho scelto te./ Nell’incanto dell’aurora,/ io ho scelto te./ Nelle bufere pi tormentose,/ io ho scelto te./ Nell’arsura più arida,/ io ho scelto te./ Nella buona e nella cattiva sorte,/ io ho scelto te./Nella gioia e nel dolore,/io ho scelto te./ Nel cuore del mio cuore,/ io ho scelto te”.
  • Sonetto 116 – Shakespeare. “Non sia mai ch’io ponga impedimenti / all’unione di anime fedeli;/ Amore non è Amore /se muta quando scopre un mutamento/o tende a svanire quando l’altro s’allontana./ Oh no! Amore è un faro sempre fisso/ che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;/ è la stella-guida di ogni sperduta barca,/ il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza./ Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote/ dovran cadere sotto la sua curva lama;/ Amore non muta in poche ore o settimane,/ ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:/se questo è errore e mi sarà provato,/ io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato”.
  • Ho sceso dandoti il braccio - Eugenio Montale.  “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale/ e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino./ Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio./ Il mio dura tuttora, né più mi occorrono/ le coincidenze, le prenotazioni,/ le trappole, gli scorni di chi crede/ che la realtà sia quella che si vede./ Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio/ non già perché con quattr’occhi forse si vede di più./ Con te le ho scese perché sapevo che di noi due/ le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,/erano le tue.”.
  • Amanti - Pablo Neruda. “Due amanti felici fanno un solo pane,/ una sola goccia di luna nell’erba,/ lascian camminando due ombre che s’unisco,/ lasciano un solo sole vuoto in un letto./ Di tutte le verità scelsero il giorno:/ non s’uccisero con fili, ma con un aroma/ e non spezzarono la pace né le parole./ È la felicità una torre trasparente./ L’aria, il vino vanno coi due amanti,/ gli regala la notte i suoi petali felici,/ hanno diritto a tutti i garofani./ Due amanti felici non hanno fine né morte,/ nascono e muoiono più volte vivendo,/hanno l’eternità della natura”.
  • Due - Erri De Luca. “Quando saremo due saremo veglia e sonno/ affonderemo nella stessa polpa/come il dente di latte e il suo secondo,/ saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,/ come i cieli, del giorno e della notte,/ due come sono i piedi, gli occhi, i reni,/ come i tempi del battito/ i colpi del respiro./ Quando saremo due non avremo metà/ saremo un due che non si può dividere con niente./ Quando saremo due, nessuno sarà uno,/ uno sarà l’uguale di nessuno/ e l’unità consisterà nel due./ Quando saremo due/ cambierà nome pure l’universo/ diventerà diverso”.
  •  Il tuo cuore lo porto con me - Cummings. “Il tuo cuore lo porto con me./ Lo porto nel mio/ Non me ne divido mai./Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;/ qualsiasi cosa sia fatta da me,/ la fai anche tu, mia cara./ Non temo il fato/ perché il mio fato sei tu, mia dolce./ Non voglio il mondo, perché il mio,/ il più bello, il più vero sei tu./ tu sei quel che luna sempre fu/ e quel che un sole sempre canterà sei tu/ Questo è il nostro segreto profondo/ radice di tutte le radici/ germoglio di tutti i germogli/ e cielo dei cieli/ di un albero chiamato vita,/ che cresce più alto/ di quanto l’anima spera,/ e la mente nasconde./ Questa è la meraviglia che le stelle separa./ Il tuo cuore lo porto con me,/ lo porto nel mio”.
  • Paris at night - Prévert. “Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte / Il primo per vederti tutto il viso / Il secondo per vederti gli occhi / L’ultimo per vedere la tua bocca/ E tutto il buio per ricordarmi queste cose/ Mentre ti stringo fra le braccia”.