Conoscere le professioni del momento è fondamentale per i neo laureati, ma anche per chi sta scegliendo il percorso di studi da seguire. A illustrare il panorama occupazionale più florido ci pensa un’indagine di mercato che analizza i settori di crescita, individuando le figure più pagate.

Tra le professioni che non conoscono la crisi compaiono quelle legate alla sanità, comprensibile se si tiene conto del fatto che la popolazione invecchia sempre più, e di conseguenza cresce la richiesta di specialisti. Basti pensare che, negli Stati Uniti, tre nuovi posti di lavoro su dieci entro il 2014 riguarderanno i servizi sanitari e, più in generale, il campo medico-infermieristico.

Anche il Government’s Office for National Statistics britannico, inoltre, ha evidenziato come quella di medico sia una delle professioni più pagate (mediamente intorno ai 118mila euro l’anno), attività sorpassata solo da una figura apicale nelle aziende, l’amministratore delegato (circa 250 mila euro l’anno).

Agli ultimi posti, invece, troviamo la poltrona di direttore (114.000 l’anno), i funzionari pubblici (103.000 l’anno), il pilota (88.000 l’anno), l’avvocato (74.000 l’anno), l’ufficiale di polizia (74.000 l’anno) ed, in ultimo, il marketing manager (72.000 l’anno).

Anche l’igienista dentale ha il suo buon mercato e le sue molteplici richieste: le mansioni relative a tale attività riguardano. Il livello di istruzione richiesto è una laurea triennale in igiene dentale, abilitante, appunto, alla professione sanitaria di igienista dentale. Il rappresentante di farmaci, inoltre, è anch’essa una figura ricercata, e per diventare informatori scientifici bisogna possedere una laurea, in farmacia o farmacologia.

L’assistente dentista, invece, è una persona di fiducia che si occupa di preparare il materiale per gli interventi, sterilizzare e preparare gli strumenti di lavoro del professionista, ma non solo. Spesso ha anche il compito di informare i pazienti sulle terapie da seguire e regole post operatorie.

Attualmente sono anche molto ricercati i dottori in economia (possibilmente con il titolo di commercialista), e gli ingegneri (chimici o informatici, meglio se esperti in sicurezza) detengono ancora una posizione di rilievo nel mercato del lavoro. Per i diplomati c’è molta speranza, per il futuro, negli impieghi con indirizzo amministrativo e commerciale, per i quali si richiede a partire dal 1997 un diploma di ragioniere e perito commerciale.

Però il mercato del lavoro parla chiaro: meglio, in questi settori, possedere una laurea in economia aziendale (o equipollente), in giurisprudenza o in scienze politiche. In merito a ciò, è stato instituito, nel 2004, un nuovo albo unificato dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Fonte: Investopedia