La chirurgia estetica del seno, che ha imposto un preciso modello di bellezza, compie cinquant’anni. Il primo intervento di mastoplastica additiva venne realizzato nel 1962: la pioniera fu Timmie Jean Lindsey, che si sottopose a un’operazione di chirurgia estetica al seno durante l’asportazione di un tatuaggio.

La Lindsey nascose questo suo segreto di bellezza per anni. Oggi ottantenne, la donna ha dichiarato di non aver mai riferito nulla a nessuno, neppure ai suoi fidanzati. Tuttavia, Timmie Jean Lindsey è orgogliosa di averlo fatto e di essere stata la prima.

Nel 1962, quando ancora la figura della donna era casta e simbolo di forte moralità, parlare di un intervento chirurgico per aumentare il seno non era affatto facile. Il tabù è probabilmente caduto negli anni Settanta, quando l’attrice comica statunitense Phyllis Diller dichiarò punto per punto tutti gli interventi di chirurgia estetica a cui si era sottoposta.

A sdoganare ulteriormente la cosa giunse Cher, simbolo della donna di plastica che non “riesce” a invecchiare. In Italia, la prima a rendere pubblici i suoi aggiunstamenti chirurgici fu probabilmente Alba Parietti: dopo di lei, le vip italiane sembrarono non aver più timore di confessare i propri ritocchi. E, infatti, se un tempo la chirurgia al seno era un tabù e poi è stato un segreto, oggi si può dire che è una sorta di status symbol. Le donne più mature hanno ancora qualche ritrosia nel confessarsi, ma le ragazze più giovani ne parlano tranquillamente, trattando il proprio seno rifatto alla stregua di un oggetto di lusso.

I dati statistici parlano chiaro: secondo l’Associazione Italiana dei Chirurghi Plastici ed Estetici, nel 2011 sono stati ben 11300 gli interventi di mastoplastica additiva al seno. Segno che moltissime donne tengono ad avere qualche taglia in più, specialmente le più giovani e le diciottenni: è prassi richedere in dono per la maggiore età un seno più grande. Fino a poco tempo fa anche le minorenni avevano tali aspirazioni: per questo, da due anni, in Italia si vietano gli interventi a chi non ha ancora compiuto diciotto anni.

Fonte: Panorama