Sul lavoro possono nascere amicizie di grande spessore con i colleghi: si lavora fianco a fianco per otto ore al giorno, si condividono le stesse preoccupazioni e gli stessi successi, si collabora per uno scopo comune. Può essere molto semplice, pertanto, veder sorgere sul lavoro amicizie profonde, che possono durare ben oltre l’orario lavorativo o il cambio di professione.

Una recente ricerca pubblicata su Men’s Health ha testato 820 uomini sposati e con figli, giungendo a una conclusione sorprendente: coloro che sul lavoro non hanno sostegno amicale o sociale hanno probabilità più alte di morire entro tempi brevi. Avere un amico vero sul lavoro, quello con cui si condividono risate e pensieri, allunga la vita.

Ciò sta a significare che un saldo rapporto con i colleghi di lavoro non può che essere di enorme aiuto sia per l’andamento professionale che per quello strettamente psicologico. Tuttavia, la cosa, oltre ad avere i suoi evidenti pro, può avere anche i suoi contro. L’amicizia sul lavoro è quanto di più delicato possa esistere.

Spesso, infatti, quella che apparentemente si delinea come amicizia in realtà è puro interesse. Si può essere solidali e collaborativi, ma può arrivare anche il momento in cui, per la logica del mors tua vita mea, si volti faccia all’amico/collega. In fondo, di fronte alle possibilità di carriera, prevale l’istinto di sopravvivenza, anziché quello della coltivazione del rapporto d’amicizia.

Pertanto, è sempre bene prestare attenzione alle risposte di colui o colei che definiamo amico sul lavoro. Se notiamo comportamenti poco coerenti, allora è tempo di rivedere completamente le nostre amicizie lavorative. ad esempio, stringere un bel rapporto con un collega porterà facilmente a chiedere favori e aiuti: tuttavia, se la richiesta di un aiuto o di un favore non diventa reciproca, allora è probabile che l’amicizia in questione sia mero interesse.

Le cose, poi, si complicano se l’amico del cuore è il proprio superiore: in questo caso bisogna essere molto cauti. Sarebbe preferibile non condividere tutto col proprio capo, specie se si tratta di qualche lamentela riguardante il lavoro. La confidenza può anche essere tanta, ma il capo dovrà pur sempre trattare i propri sottoposti come tali affinché il lavoro proceda come si deve.

Allo stesso tempo, dobbiamo essere noi stessi a non comportarci in maniera infida con i nostri amici e colleghi: altrimenti si verrà facilmente bollati come inaffidabili sia in qualità di individui che di lavoratori.

Certo, l’amicizia sul lavoro non è sempre e solo dettata da logiche infingarde. Anzi, spesso nascono rapporti autentici. Accorgersene è facile: il collega è davvero un amico quando il rapporto si estende oltre l’orario di lavoro, quando si condividono battute e riflessioni sulla vita privata e non solo su quella lavorativa, quando affettivamente si è legati alla persona con cui si lavora.

Tuttavia, è sempre bene cercare di fare una netta divisione tra lavoro e vita privata: se ci si lascia coinvolgere estremamente dall’amicizia con un collega, si rischia che il lavoro possa eccedere e debordare in quella che è la vita privata. Quindi, sì alle uscite serali con i colleghi amici, ma senza esagerare: del resto, con loro si passa la maggior parte del proprio tempo.

Fonte: Newsoxy