Talvolta, quando ci si trova in situazioni palesemente malsane, capita di cercare motivazioni che giustifichino le proprie scelte a sé stessi e agli altri. Così accade che, pur riconoscendo la fine di una storia, si trovino delle scuse per portare comunque avanti il rapporto. La psicologa e sessuologa Isabella Mezzetti ne ha commentate alcune delle più comuni.

È un momento transitorio: se dopo un momento di fiacchezza la volontà di rilanciare il rapporto è debole o assente, si dovrebbe considerare l’idea di porre fine alla relazione, piuttosto che persistere in una situazione di crescente insoddisfazione.

Il lavoro ci assorbe: se la compagnia del partner inizia ad essere percepita come faticosa, può capitare che il lavoro diventi un momento di evasione dalla coppia. Ma occorre tenere presente che per quanto un’attività sia impegnativa lascia comunque del tempo libero, quindi la vera domanda che si dovrebbe porre è se si ha piacere di trascorre tempo con il proprio partner.

Abbiamo bisogno dei nostri spazi: coltivare autonomamente i propri interessi è salutare ma un campanello d’allarme dovrebbe suonare quando non si sente più la necessità di stare con l’altro.

Siamo entrambi introversi: difficilmente una storia può crescere se manca il dialogo, perciò bisognerebbe riflettere sulle vere ragioni che impediscono di esprimere liberamente i propri sentimenti all’altro.

Siamo ipercritici: se le critiche reciproche smettono di essere costruttive e si iniziano a vedere solo i difetti dell’altro, significa che qualcosa si è rotto, lasciando spazio all’aggressività.

Sessualmente siamo poco esigenti: il fatto che nessuno dei due partner cerchi più il contatto fisico dovrebbe far riflettere poiché, per quanto vi siano coppie bianche che funzionano bene, esse rappresentano un’eccezione.

Non vogliamo avere figli: in generale non determina la presenza di un problema di coppia ma assieme ad altri segnali negativi può indicare la mancanza di una seria progettualità.

Non resta molto da aggiungere, se non il consiglio di riflettere onestamente qualora vi riconosciate in una di queste scuse.