Il tempo passato in ufficio permette sempre meno di conciliare lavoro e famiglia, soprattutto quando si raggiungono livelli dirigenziali in azienda o quando si copre il ruolo di segretaria. Un’indagine di Manageritalia, l’associazione di riferimento della categoria, ha infatti mostrato che il 56% degli impiegati top level è insoddisfatto del bilanciamento tra vita professionale e vita privata mentre addirittura l’84% afferma di non avere abbastanza tempo libero per fare quello che desidera.

Un’altra indagine effettuata da Secretary.it – il portale di riferimento delle segretarie e assistenti di direzione – mostra invece che il 58% di esse non è soddisfatta della flessibilità di orario, con conseguente ripercussione (negativa) sulla possibilità di conciliare lavoro e famiglia. E sembra che la crisi economica in atto non faccia altro che aggravare questo stato di cose, visto che in molti casi si passa più tempo in ufficio.

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Quanto è emerso non è insoddisfazione verso la propria attività visto che nel 2012, secondo i dati Istat – il 75,1% degli italiani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto su questo fronte. Quello che non piace è la difficoltà di gestire al meglio il connubio tra vita professionale e privata.

Migliorare su questo fronte si può eccome, iniziando dal benessere sul lavoro: la ricetta – secondo i dati raccolti da Manageritalia – è valutare le persone su merito e risultati raggiunti (lo pensa il 96% manager e l’88% degli italiani), gestirle per obiettivi (93% e 81%), puntare sulla formazione (93% e 91%) e sulla gestione manageriale (92% e 72%). Importante anche un’organizzazione aziendale meno gerarchica e più collaborativa (87% per entrambi). E per finire, è fondamentale una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e personale (85% per entrambi) e l’introduzione di programmi di welfare aziendale (77% e 81%).

Risultati simili anche per quanto riguarda le segretarie, come dimostra il loro portale di riferimento, forte di 7mila iscritte: il 70% si dicono soddisfatte del proprio lavoro. In particolare, soddisfano il riconoscimento del ruolo (68,8%), la retribuzione (63,6%) e il clima interno all’azienda (60,7%). Ecco però qualche pecca: il 58% chiede maggiore flessibilità d’orario, il 42,1% di usufruire, almeno in parte, del telelavoro, e di essere inserite, come i manager, in un programma aziendale di misurazione della produttività in favore di un maggior senso di responsabilizzazione.

Fonte: Secretary.it