Ancora una volta, la ricerca scientifica presenta nuovi elementi a sostegno della tesi che condurre una dieta sana ed equilibrata è l’unico per modo per allontanare numerosi rischi per la nostra salute. Stando alle ultime novità in campo scientifico, infatti, le donne golose di pane, patate, pizza e dolci dovranno rinunciarvi, almeno in parte, e prediligere una dieta a base di pasta, cereali e frutta.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, secondo cui assumere quotidianamente un’eccessiva quantità di zuccheri può costituire un rischio per il cuore delle donne. Lo studio è durato otto anni e ha esaminato il comportamento alimentare di circa 48.000 italiani, di cui oltre 32.000 erano donne.

La ricerca ha osservato che, in diversi soggetti femminili, l’assunzione di carboidrati con alto tasso glicemico, quelli, appunto, presenti nei dolci, nei biscotti, nel pane bianco e nella pizza, era strettamente legata a una velocità del metabolismo delle lipoproteine, messa in atto dagli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili.

Pare, infatti, che gli uomini siano immuni da questo tipo di rischio e che, quindi, per loro non ci sia nessun evidente legame fra l’assunzione di zuccheri e l’insorgere di malattie cardiovascolari. Nonostante studi a riguardo siano ancora in corso di svolgimento, è apparso subito chiaro che una dieta ad alto indice glicemico abbia meno effetti collaterali per gli uomini, piuttosto che per le donne.

Sabina Sieri, che ha preso parte alla ricerca, ci spiega i rischi:

Una dieta molto ricca di carboidrati aumenta i livelli di zuccheri, insulina e trigliceridi nel sangue, riducendo invece il colesterolo HDL, quello buono; l’iperglicemia dopo i pasti aumenta lo stress ossidativo, l’iperinsulinemia ha effetti negativi sulla pressione, sulla funzione dell’endotelio dei vasi, sull’infiammazione.

Dunque, affinché si possa tenere sotto controllo il tasso di trigliceridi e zuccheri nel nostro organismo, è necessario seguire una dieta che preveda solo l’uso limitato di pasta e cereali. Infatti, Sabina Sieri ci ricorda che:

Incide sul rischio cardiovascolare non tanto il consumo di carboidrati in generale, quanto piuttosto un ampio utilizzo di carboidrati a rapido assorbimento.

Bisogna prediligere la qualità, dunque, piuttosto che la quantità di ciò che si mangia. Tutto a sostegno, ancora una volta, della tesi secondo cui tutto ciò che è buono e gustoso, prima o poi, finisce col diventare un rischio per la nostra salute.