Il consumismo, un prodotto dell’era moderna che sta coinvolgendo pericolosamente anche i bambini, i giovanissimi, i ragazzi, mettendo a rischio il loro benessere psicofisico.

La Children’s Society ha condotto un’inchiesta ad hoc, dalla quale risulta chiaro quanto i genitori siano preoccupati per questo fenomeno di massa che influisce negativamente su adolescenti e bambini, sottoposti a veri bombardamenti psicologici dalle continue pressioni commerciali e sociali. Dall’inchiesta è emerso, infatti, che circa l’89 per cento delle persone intervistate concorda nel fatto che i bambini oggi siano più consumisti che non in passato.

Inoltre, circa il 60 per cento dei monitorati pensa che oggi i più giovani e i piccoli siano ossessionarti dalla mania del possesso di tutto quanto viene reclamizzato, che i loro compagni posseggono e che quindi vogliono possedere anche loro. Caso contrario, arrivano a perdere la stima di sé, perché non hanno l’oggetto del desiderio pubblicizzato in TV e nei giornali commerciali, così colorati e invitanti e…pericolosi!

Bando, quindi, alla cattiva pubblicità che devia i bambini dal desiderio sano e non morboso, che della grande platea dei bambini ha addirittura fatto un target di consumo, al quale rivolgersi con allettanti promesse di divertimenti a gogò o di quant’altro induca a ”consumare”, anche nel campo dell’abbigliamento e dell’alimentazione. In sintesi, un target di facile presa e fonte di grossi guadagni, se gestito allo scopo da commercianti senza scrupoli.

Oggi i più piccoli ”pretendono”, non desiderano l’oggetto “ultimo modello”, che suscita l’invidia dei compagni, li rende più popolari, più richiesti, perché chi non ha la fortuna di poterlo avere cerca almeno di toccarlo quel piccolo gioiello che i genitori con maggiori disponibilità economiche possono permettersi di acquistare per soddisfare le manie di grandezza dei piccoli esaltati. Che quindi si sentono orgogliosi di essere circondati da tanti piccoli ammiratori del suo oggetto preferito.

Ne dà conferma Philip Graham, professore emerito di psichiatria infantile dell’Institute of Child Health: “Effettivamente, un fattore che potrebbe influenzare il benessere psicologico è il grado crescente con il quale bambini e giovani sono preoccupati dal possesso, in particolare di capi d’abbigliamento alla moda e di oggetti elettronici. Studi statunitensi ed inglesi sembrano confermare che i bambini più influenzati dalle pressioni commerciali sono anche quelli con il più alto tasso di problemi psicologici”.