Non sono bastate le proteste organizzate dal Popolo Viola, né il secco diniego del Presidente della Repubblica. Silvio Berlusconi vuole al più presto una legge contro le intercettazioni, e dai vertici del Pdl giunge la conferma che il ddl andrà in votazione alla Camera già dalla prossima settimana.

L’intento dichiarato è quello espresso da Antonio Leone, esponente di spicco del Pdl:

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«Il problema è mettere ordine nell’autentica barbarie a cui certe procure hanno dato vita, permettendo la diffusione di intercettazioni rivolte solo a screditare Berlusconi e a diffondere notizie sulla vita privata delle persone».

Di fatto il Governo vorrebbe fermare con urgenza la diffusione delle imbarazzanti intercettazioni effettuate sui telefoni di {#Silvio Berlusconi}, Gianpaolo Tarantini, Sabina Began e molti altri. Le conversazioni emerse, al di là dei possibili reati profilabili, stanno infatti causando una grave perdita di credibilità per il Presidente del Consiglio, di cui emerge il ritratto ben poco istituzionale di un uomo più impegnato a gestire le proprie feste private, che a occuparsi degli affari di Stato.

Confermata l’intenzione di approvare il ddl che vieti le intercettazioni, si stanno già intensificando le proteste contro quella che viene definita “Legge Bavaglio“, e ieri sono scese in piazza molte associazioni a tutela della libertà di stampa, come Articolo 21, Rete Viola e Libertiamo.

Non è chiaro poi come reagirà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla decisione di Berlusconi di far votare un provvedimento che aveva già ricevuto un suo diniego e che, considerato anche il momento di crisi, non sembra in alcun modo rappresentare un’urgenza per il Paese.

Fonte: Corriere della Sera.