Giornata di protesta oggi in difesa della libertà d’informazione. Il centro delle manifestazioni sarà a Roma, presso il Pantheon, dalle 15 alle 18. L’obiettivo è di impedire l’approvazione da parte del Governo del nuovo progetto di ddl sulle intercettazioni, giudicato da FNSI e Ordine dei Giornalisti come un grave attacco alla libertà di stampa.

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A sostegno delle proteste contro il disegno di legge scende in campo anche uno dei maggiori sindacati italiani, la CGIL, che fa sapere di essere pronta a procedere con manifestazioni e iniziative anche nelle prossime settimane. Nelle dichiarazioni di uno dei suoi responsabili, Fulvio Fammoni, l’intenzione a non far calare l’attenzione sul provvedimento:

«Marcheremo a uomo i passaggi parlamentari del disegno di legge sulle intercettazioni. Perché invece di parlare di lavoro e sviluppo, la maggioranza intasa il Parlamento con provvedimenti utili solo a salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi».

Questo l’intervento di Fulvio Fammoni, che prosegue sottolineando come la motivazione, addotta dal governo, di tutelare la privacy sia totalmente infondata:

«Questo provvedimento non ha niente a che fare con la privacy. Basta far caso a una cosa: viene riattivato solo quando emergono problemi di carattere giudiziario relativi al presidente del Consiglio. È solo un pezzo di un’iniziativa più generale che mette insieme le censure, i tagli e il depotenziamento del servizio pubblico, gli interventi sui giornalisti. […] Discutiamo di privacy per quanto riguarda i cittadini, ma facciamo delle differenze per chi ricopre un incarico pubblico”. Perché al di là del privato del premier, ci interessa sapere che il presidente del Consiglio invita un possibile indagato a restare fuori dal Paese per non subire un processo. Ci interessano le risate della cricca pochi minuti dopo il terremoto de L’Aquila».

Il ddl prevede poi, come sottolinea l’esponente CGIL, il divieto di ricorrere a registrazioni fraudolente. Come spiega lo stesso Fulvio Fammoni con un esempio pratico:

“Pensiamo a chi viene taglieggiato e registra le minacce che subisce. Se passa questo testo cosa farà, chiederà il permesso a chi lo ricatta per utilizzare la registrazione? Siamo alle comiche…”

Fonte: La Repubblica