Ancora un nulla di fatto per la legge sull’omofobia, da oltre 1.000 giorni in discussione al Parlamento tra rinvii immotivati e opposizioni accese dei partiti di destra. La legge, che solo pochi mesi fa aveva ottenuto l’ennesimo stop alimentando la preoccupazione della deputata del PD Paola Concia, ha ricevuto oggi voto favorevole per il pregiudizio di costituzionalità sollevato da UdC, PDL e Lega Nord.

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Con 293 voti favorevoli, 250 contrari e 21 astenuti, la Camera ha di fatto affossato il disegno di legge che si proponeva di introdurre aggravanti penali per i reati di omofobia, sempre più frequenti nel territorio italiano e ormai largamente puniti da tutta Europa.

L’incostituzionalità sollevata dalla destra si baserebbe sull’assunto che le vittime di omofobia si ritroverebbero, grazie alla legge, a godere di una protezione privilegiata sulla base del loro orientamento sessuale. In realtà, nella volontà dei promotori la norma è stata pensata per aumentare la deterrenza alle violenze, tra cui pestaggi e omicidi, nei confronti della comunità LGBT, considerato come l’attuale ordinamento non sembra avere alcun potere realmente dissuasivo sui carnefici.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha voluto esprimere la propria opinione al margine delle votazioni, sottolineando il proprio favore nei confronti di una legge per la protezione degli omosessuali:

“Se fossi stato un semplice deputato che può votare e non il presidente, avrei votato convintamente contro le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge contro l’omofobia. D’altro canto avete visto con quanti voti è passata”.

Di diverso avviso il capogruppo PDL Francesco Cicchitto, il quale ha voluto allontanare le accuse di omofobia per il suo partito:

“Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e, proprio per questo, contestiamo ogni trattamento giuridico specifico e differenziato che come tale ammetterebbe e accentuerebbe una diversità, sostanzialmente incostituzionale”.

Piena soddisfazione anche per Rocco Buttiglione dell’UdC, il quale ha sottolineato come molti stati mondiali si siano pentiti, a suo avviso, di una simile legge:

“In altri paesi una norma simile esiste, è vero. […] “Oggi molti giuristi americani preferirebbero non averlo mai introdotto. Una volta iniziato è difficile fermarlo. Ogni gruppo cerca di far approvare norme particolari e la maggioranza dei cittadini finisce col sentirsi discriminata dalle minoranze, con il risultato di maggiore disintegrazione e non integrazione”.

Una piena indignazione è stata manifestata dall’intera sinistra, compatta nella solidarietà alla deputata Paola Concia, fra le promotrici della legge, da sempre impegnata nella riduzione delle discriminazioni al mondo gay. Dario Franceschini ha voluto ricordare alla maggioranza come il disegno di legge non avrebbe favorito immotivatamente la popolazione LGBT:

“non c’entra nulla con la materia delle coppie omosessuali, delle adozioni o altro, ma prevede solo un’aggravante da aggiungere al codice penale”.

Parole durissime sono giunte da Vladimir Luxuria, ex deputata tra le fila di Sinistra e Libertà:

“Un copione già visto e anche un esempio di schizofrenia. Perché non si può accogliere il Trattato di Lisbona, che è contro la discriminazione sessuale e poi, a livello nazionale, non considerare una punizione o un’aggravante per i reati di odio commessi nei confronti di gay, lesbiche e trans”.

Ancora una volta l’Italia dimostra la propria stagnazione in merito alla protezione dei diritti e dei doveri della comunità omosessuale italiana, ben il 5% dell’intera popolazione senza contare il sommerso di chi ha deciso di non dichiararsi, e per una nuova legge anti omofobia bisognerà attendere la presentazione di un nuovo testo e, ovviamente, il ripetersi dell’intero iter di approvazione. Nel frattempo, sui social network sta montando la rabbia della comunità gay, con la promessa di una nuova battaglia legale, manifestazioni e boicottaggi.