La Procura di Milano ha diramato un mandato d’arresto per l’agente dei VIP Lele Mora. Non si tratta, tuttavia, di una questione connessa allo scandalo Rubygate in cui è imputato, bensì a un caso di bancarotta fraudolenta.

Il provvedimento deriva dall’inchiesta del PM Eugenio Fusco: dalle indagini è emerso come Mora abbia perpetrato una distrazione economica di ben 8 milioni di euro, denaro evidentemente sottratto per dichiarare il fallimento della propria società e, non ultimo, di un’attività immobiliare del gruppo Diana.

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La vicenda è stata sollevata la scorsa primavera, nell’ambito del crack della società LM Management. Con un passivo di 17 milioni di euro e oltre 16 milioni di debiti con il fisco, il talent scout dei VIP aveva iniziano un procedimento fallimentare come prassi in questi casi, presentato dall’avvocato Salvatore Sanzo lo scorso 11 giugno. Ma la Procura della Repubblica ha voluto indagare sul caso, ipotizzando una possibile frode fiscale.

L’uomo è stato arrestato nel tardo pomeriggio dagli uomini della guardia di finanza, nella sua sede centrale di Viale Monza a Milano. La motivazione del fermo è di natura cautelare, perché gli inquirenti temono che Mora possa lasciare l’Italia dati i suoi frequentissimi viaggi all’estero. Non è dato sapere nulla, al momento, sulla reazione dell’agente VIP e nemmeno sull’eventuale linea difensiva in merito alle accuse di cui è imputato, anche se è lecito ritenere se ne saprà di più nelle prossime ore.

Come citato poc’anzi, non è l’unico provvedimento che vede Mora come protagonista dinnanzi alla legge. L’uomo è infatti implicato nello scandalo del Rubygate, la vicenda di prostituzione minorile che ha coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alcuni suoi contatti fidali, quali Emilio Fede e l’ex igienista dentale Nicole Minetti. Mora è accusato di essere uno dei “procacciatori” delle ragazze delle feste di Arcore, festini quest’ultimi saliti a onor di cronaca per la pratica del bunga bunga.