Lele Mora ha patteggiato 4 anni e 3 mesi per il fallimento della LM Management, società operante nel mondo dello spettacolo. In più il giudice ha applicato anche l’interdizione della gestione d’impresa per 10 anni, impedendo di fatto al manager dei VIP di ritornare a occuparsi della vita lavorativa di personaggi famosi.

Lele Mora, già detenuto nel carcere di Opera dal 20 giugno scorso, spera almeno che gli vengano concessi gli arresti domiciliari, ma anche se li ottenesse molto probabilmente l’entità della pena lo costringerebbe a far rientro in carcere per alcuni mesi, prima di essere affidato in prova ai servizi sociali.

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D’altra parte, Luca Giuliante e Nicola Avanzi, difensori dell’impresario, avevano provato a chiedere una pena più bassa, ma la Procura non l’ha accordata in quanto Lele Mora si è rifiutato di mettere a disposizione alcuna somma per un eventuale risarcimento.

Per i PM di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci sono false le affermazioni di Mora di aver perso tutti i risparmi: infatti, secondo l’accusa, avrebbe trasferito una gran quantità di denaro all’estero che non è stato possibile rintracciare nonostante le rogatorie in Svizzera.

Quindi, dopo aver perso quasi 30 kg e aver accusato anche un collasso che lo ha portato ad un ricovero in ospedale durante la detenzione, per Lele Mora rimangono chiuse le porte del carcere in attesa anche di ulteriori sviluppi nei processi ancora pendenti a suo carico. Il talent scout, infatti, è imputato sia nel caso Ruby in compagnia di Emilio Fede e {#Nicole Minetti}, sia nel processo per il fallimento della Diana Immobiliare che era di proprietà della figlia.

Fonte: La Stampa