Sono già passati tre mesi da quando Lele Mora, il manager di numerosi volti dello spettacolo, è rinchiuso in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Il 56enne, sempre nell’occhio del ciclone per le sue frequentazioni particolari e uno stile di vita per molti sregolato, è stato ritenuto colpevole del fallimento della sua società, la L&M management, con un buco di bilancio che ammonterebbe a circa 8 milioni e mezzo di euro, destinato però su un conto svizzero.

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Ieri pomeriggio però il suo fisico non ha retto ed è stato condotto d’urgenza fuori dalle mura del penitenziario di Opera, per essere ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano.

A quanto pare nulla di realmente preoccupante, anche se secondo i suoi difensori Luca Giuliante e Nicola Avanzi, l’uomo da quando sconta la sua pena in carcere, ha subito un celere aggravamento di salute, perdendo 20 chili in poco tempo, soffrendo di continui disturbi di ipertensione oltre al diabete e il disagio psicologico a cui si sta sottoponendo.

Nei giorni scorsi, proprio i suoi avvocati avevano chiesto per tutti questi motivi, la possibilità di concedere al proprio assistito gli arresti domiciliari, poi però rigettati dal Tribunale del riesame di Milano, con la motivazione di una possibile fuga da parte di Mora. Da quanto è stato reso noto, l’impresario dei VIP non uscirà dall’ospedale almeno fino ai primi giorni della prossima settimana e i familiari si batteranno affinché in carcere, oltre alle normali cure mediche, Lele Mora possa ottenere un regime di reclusione meno rigido.

Fonte: Ansa