Raccontare storie di donne ordinarie e straordinarie. È questo l’obiettivo dell’Enciclopedia delle Donne, un’impresa collettiva ideata e curata da due redattrici, Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli, che vogliono far conoscere vita e opere di donne note e meno note che hanno fatto la storia. Perché, come si legge nella presentazione, senza di loro non c’è storia, degna di questo nome, quella con la “S” maiuscola.

Il progetto è partito con 100 biografie, appena un mese fa. Senza gerarchie e in ordine sparso, ci sono tre biologhe, due operaie, tante filosofe, due mondine, tre cantanti, due matematiche, due torere, due segretarie e poi regine, balie, artiste, astrofisiche, letterate, antifasciste, maestre, sindacaliste, teologhe, industriali, pacifiste, filantrope, fotografe, avventuriere, soubrette e via dicendo.

Così come dichiarato dalle autrici:

C’è un’enorme conoscenza che si produce, da anni, in tanti Archivi, Circoli, Biblioteche, Riviste, Associazioni, Librerie delle donne, Centri universitari d’Italia e del mondo. Bologna, Palermo, Milano, Napoli, Verona, Cosenza, Roma; e poi gli “Women’s Studies” in Europa, e nel mondo. Tutto questo lavoro così prezioso rimane però spesso interno a ciascuno di questi circuiti, e noto solo agli addetti ai lavori.

Come si legge nel sito, lo “specchio delle brame” che ossessiona tante donne in carne e ossa può utilmente diventare lo specchio delle dame, da cui il nome del blog, una miniera di storie da cui imparare la libertà.

Non ci sono modelli, ci sono tante persone che hanno fatto cose diverse, spesso incredibili, spesso criticabili. Se le storie non vengono raccontate, la memoria si perde e con essa si perdono anche le protagoniste delle storie.

Ci sono tanti modi per partecipare al progetto: attraverso segnalazioni di nome e cognome, libri, oppure proponendosi di scrivere la storia di una donna, o ancora partecipando al blog, commentando i post e partecipando alle Primarie.