Buone notizie da Bruxelles: per quest’anno l’Erasmus è salvo. La temuta chiusura del più famoso e apprezzato progetto di scambio per gli studenti universitari è stata, per il momento, sventata dallo sforzo dei 27 paesi membri, che dovrebbero rifondere e colmare il debito di 9 miliardi di euro.

Una notizia che certamente farà tirare un sospiro di sollievo ai borsisti del 2012-2013, che rischiavano di non partire o ancora peggio di dover tornare dopo essere partiti a causa del mancato finanziamento.

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Tuttavia, per l’European Region Action Scheme for the Mobility of University Students potrebbe iniziare una dieta dimagrante, rispetto ai fasti dei primi anni e ai 25 milioni di studenti partecipanti dal 1987 a oggi. Lo ha spiegato il Commissario al Bilancio Janusz Lewandowski, preoccupato per gli effetti dei tagli:

«Ho segnalato più volte che i continui tagli al bilancio proposti avrebbero creato problemi. Ora i nodi sono venuti al pettine e la nostra situazione non ci permette di rispettare gli impegni. Il Consiglio e il Parlamento europeo devono assumere le proprie responsabilità, visto che hanno votato un bilancio Ue inferiore alle necessità. Poiché la penuria di fondi colpisce soprattutto l’istruzione, la scienza e la ricerca, l’occupazione e lo sviluppo regionale, sono certo che non smentiranno la priorità della crescita.»

Al momento, i paesi hanno retificato il bilancio (9 miliardi, compresi i 90 milioni delle fatture mai pagate), ma per il 2013 non v’è certezza alcuna, a causa delle forti tensioni dovute all’approvazione ancora lontana della previsione di bilancio – e relativi stanziamenti – e della ripartizione dei vari fondi, da quelli sociali a quelli per lo sviluppo, da quelli alla ricerca agli aiuti umanitari.

Ma è probabile che l’Erasmus, per sopravvivere in futuro, dovrà accettare di concedere meno posti, meno chance.

Fonte: AGI