Non solo Kate Middleton: anche Letizia Ortiz, regina di Spagna, è un’icona di stile e di eleganza ammirata in tutta Europa. Tuttavia, anche a lei può capitare uno “scivolone”, seppur del tutto perdonabile.

Ieri Letizia Ortiz e il marito Felipe, Re di Spagna, hanno accolto a Madrid il presidente dell’Argentina Mauricio Macrì e la bellissima moglie Juliana Awada con un party di benvenuto presso il Palacio Real, la residenza ufficiale dei sovrani spagnoli. La regina è apparsa in splendida forma e impeccabile come sempre: indossava un tailleur con gonna al ginocchio color cipria con décolleté dello stesso colore, raccogliendo i capelli in un grazioso chignon. Quale lo scivolone, dunque? Nulla nell’outfit in sé, se non fosse che l’abito scelto dall’ospite, Juliana Awada, era dello stesso identico color cipria della regina.

Una accanto all’altra, le due donne sembravano quasi “essersi messe d’accordo” sul colore dell’abito. La first lady argentina, infatti, indossava un lungo cappotto lungo fino al ginocchio color cipria con collo di pelo, décolleté Valentino dello stesso colore e chignon (pure lei), seppur più vaporoso rispetto all’acconciatura scelta da Letizia Ortiz.

A parte questo piccolo errore di “galateo”, comunque, l’incontro tra reali è andato avanti senza “incidenti diplomatici”. Anzi, in serata, Letizia Ortiz e Juliana Awanda sono apparse nuovamente insieme, con i rispettivi mariti, alla cena di gala tenuta proprio in onore di Mauricio Macrì e della moglie. Per quest’occasione, Letizia ha scelto un abito da vera regina: abito lungo dal taglio semplice nero che ha indossato con una fascia celeste, gioielli in brillanti e una bellissima corona. Anche la first lady argentina ha fatto la sua figura, sfoggiando un abito da gala, con spalline e gonna ampia, color cipria con ricami.

Anche Letiz Ortiz, come Kate Middleton, ha origini “borghesi”: ex giornalista spagnola, ha sposato il re Filippo VI di Spagna nel 2004 (all’epoca lui era sempre Principe), da cui ha avuto due figlie: Leonor e Sofia di Borboine-Spagna.