Come creare un bel polverone intorno al nulla? Scrivere una lettera, non citare mai il destinatario effettivo ed alludere a fatti, situazioni e vicende che sembrano, ma effettivamente forse non sono. Facciamo chiarezza: questa mattina è scoppiato il caso “lettera al genero degenerato”, ovvero Il Giornale ha pubblicato una lunga epistola dell’avvocato Annamaria Bernardini de Pace, destinata al padre della sua nipotina, colui che ha tradito sua figlia, che si è  “slacciato i pantaloni fuori dalla sua casa”. Da qui il dubbio amletico: si riferiva a Roul Bova?

Le righe al vetriolo sono innumerevoli e vanno dal “mia figlia non può accontentarsi di un uomo che nasconde il nulla sotto uno spesso strato di vigliaccheria” al “sei anche un uomo interessato e manipolatore, ambivalente e in malafede”. La ciliegina sulla torta? La bassa offesa sulla durata delle prestazioni in orizzontale, quella che alle scuole medie le dodicenni fanno ai ragazzetti che le rifiutano: “La tua forza, anche sessuale, dura per il tempo di uno spot. Sei un uomo a breve termine di conservazione. Scaduto“.

Tante le polemiche nate su Twitter in relazione all’intervento da “suocera velenosa”, tante le critiche comparse sui giornali, ma una considerazione è da farsi: come fa notare adnkronos, dal matrimonio fra Raoul Bova e Chiara Giordano (figlia della Bernardini de Pace) sono nati solo figli maschi, Alessandro e Francesco.

Un giochino questo che evidentemente è nelle corse della signora Bernardini De Pace che, sempre secondo l’agenzia, “non è nuova a questo tipo di lettere che raccontano, senza fare nomi, solo le storie di cui è venuta a conoscenza in qualità di avvocato e che presto entreranno a far parte del suo prossimo libro”.