Il curriculum vitae è strumento indispensabile per mettere in mostra, in modo conciso e concreto, le proprie capacità professionali.

Tuttavia, può rappresentare una notevole spinta in più associare al curriculum vitae un altro elemento decisivo: la lettera di presentazione. Perché la lettera di presentazione si rivela indispensabile? Il curriculum vitae è un elemento reale, un dato di fatto: freddo, algido, composto, un elenco dettagliatissimo della propria esperienza lavorativa.

La lettera di presentazione, invece, è uno strumento molto più coinvolgente, in cui il candidato inserisce anche altri fattori che nel curriculum non entrano: obiettivi, passioni, entusiasmo. In altre parole, se il curriculum vitae serve al candidato, la lettera di presentazione è indispensabile per colui che deve assumere.

Ogni azienda è letteralmente invasa da curricula. Spesso, messi gli uni su gli altri, non fanno alcuna differenza. Invece, la lettera di presentazione serve a attirare l’attenzione di chi deve leggere e discernere tra i candidati. Pertanto, si tratta di un punto in più che potrebbe permettere al candidato di essere chiamato per un colloquio di lavoro entro tempi brevi.

Nella lettera di presentazione vanno a confluire tutte le esperienze e gli obiettivi che ci si prefigge per il nuovo lavoro. È uno strumento che ha il compito di persuadere chi la leggerà, di attirare l’attenzione, dimostrando, inoltre, che il candidato è particolarmente interessato al lavoro, è appassionato e carico di aspettative.

La lettera di presentazione diventa così un elemento essenziale: è una sorta di documento di vendita, una pubblicità appassionata, che può rivelarsi fondamentale per la telefonata che tanto si attende. Ma come scriverla? Vi sono regole da seguire? Di certo non si tratta di un documento standardizzato come il curriculum vitae, tuttavia è bene seguire delle piccole regole anche per compilare la lettera: non si può, infatti, usare troppa libertà nel redigere questo documento. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di uno strumento che serve al datore di lavoro.

Sono sette i punti da seguire per la stesura di una buona lettera di presentazione.

La prima frase deve essere in grado di attirare il lettore: da qui, infatti, chi leggerà può decidere se continuare a leggere con interesse o se smettere subito. Inoltre, nella prima frase bisogna dimostrare sicurezza di sé, entusiasmo e fiducia in se stessi.

È consigliabile indirizzare la propria lettera indicando il nome e il cognome dell’addetto alle risorse umane. Mai porsi con “a chi di interesse” o con “a chi di competenza”. Non iniziare mai le frasi con la parola “Io“: la lettera non è per chi scrive, ma per chi leggerà.

Non essere prolissi e, possibilmente, redigere un documento che non superi una pagina.

Controllare due o tre volte la correttezza della grammatica, i refusi, gli errori ortografici. Infine, bisogna sempre includere il nome e i dettagli del proprio contatto, specialmente se la lettera e il curriculum vitae sono due documenti separati.

La lettera sarà determinante per dare una buona prima impressione a chi la leggerà e, si sa, la prima impressione è quella che conta davvero.

Fonte: JobTrakr