Lezioni di sesso: il piacere del sesso dovrebbe essere sempre accompagnato da un’adeguata valutazione dei rischi, sia in termini di trasmissione delle malattie sessualmente trasmissibili che di possibilità di una gravidanza indesiderata. Ma come orientarsi all’interno della contraccezione e quali sono i metodi più diffusi?

Prima di procedere nella trattazione, sono tuttavia necessarie alcune premesse. Innanzitutto, è doveroso discutere di qualsiasi mezzo contraccettivo con il proprio ginecologo o con il medico curante, gli unici soggetti in grado di indicare la tipologia più adeguata anche in relazione alla storia della paziente. La lista qui presentata, di conseguenza, ha un semplice carattere generico e informativo. Inoltre, vale la pena di ricordare come la scelta di un contraccettivo dovrebbe essere anche orientata alla riduzione delle chances di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile, soprattutto quando non si è in una relazione di coppia stabile.

Metodi barriera

All’interno dei metodi contraccettivi di barriera, così chiamati perché impediscono al seme maschile di raggiungere l’ovulo per fecondarlo, si trovano diverse alternative. Non tutte, però, proteggono anche dalla malattie sessualmente trasmissibili: rimane quindi necessario il consiglio del ginecologo o del medico per valutarne il rischio. Fra i tanti si elencano:

  • Condom: conosciuto anche come preservativo o profilattico, si tratta di una guaina in lattice dotata di serbatoio, da indossare sul pene in fase d’erezione. Impedendo fisicamente allo sperma di raggiungere l’ovulo, esclude la possibilità di fecondazione. Serve tuttavia utilizzarlo secondo le facili istruzioni solitamente riportate sulle confezioni, per ridurre il rischio si rompa durante l’amplesso. Il preservativo, inoltre, offre protezione anche dalle malattie sessualmente trasmissibili;
  • Diaframma: è una sorta di coppetta in gomma, completata da un anello malleabile, da inserire in prossimità del collo dell’utero. È di solito abbinato a creme spermicide per ridurre la possibilità della fecondazione, ma non assicura protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili;
  • Cappuccio cervicale: è simile di concetto di diaframma pur essendo decisamente meno diffuso, ma presenta dimensioni ridotte ed è sempre abbinato a spermicidi. Viene posizionato dalla donna in prossimità della cervice, ma può essere inserito anche dallo specialista ginecologo. Anche in questo caso non assicura protezione dal contagio di malattie a trasmissione sessuale;
  • Preservativo femminile: conosciuto anche come Femidom, è una guaina di lattice che funge esattamente come un condom, ovvero offre una barriera non solo tra sperma e genitali femminili, ma anche alle malattie sessualmente trasmissibili. Dalla forma morbida e cilidrica, viene facilmente inserito grazie ai due morbidi cerchi alle estremità.

Metodi ormonali e farmacologici

Oltre ai contraccettivi di barriera, esistono soluzioni farmacologiche che modificano l’ovulazione, impedendo quindi la fecondazione. Non creando una barriera fisica, tuttavia, non offrono protezione dalle malattie a trasmissione sessuale. La scelta fra le varie proposte deve essere sempre valutata con il medico curante e con il ginecologo, anche in relazione al proprio percorso di salute, nonché ai possibili effetti collaterali. Fra le metodologie più diffuse, si ricordano:

  • Pillola anticoncezionale: si tratta di un contraccettivo orale che, su base ormonale, modifica il processo di ovulazione, impedendo perciò che l’ovulo venga rilasciato dalle ovaie. Completamente reversibile, ovvero esaurisce la sua efficacia alla sospensione, può essere utilizzato anche come rimedio curativo: per i cicli mestruali dolorosi, in caso di endometriosi, ovaio policistico o, più semplicemente, per rendere più regolare il ciclo stesso;
  • Spirale: è un piccolo dispositivo, normalmente dalla caratteristica forma a “T”, che viene posizionato dal ginecologo all’interno dell’utero. A seconda della sua natura, impedisce la gravidanza secondo modalità diverse. La spirale cosiddetta “ormonale” rilascia delle progressive dosi di progesterone, mentre la spirale “di rame” sfrutta gli ioni di questo metallo come efficace spermicida. La scelta fra i due dispositivi deve essere sempre concordata con lo specialista;
  • Cerotto contraccettivo: ha un funzionamento decisamente simile alla pillola anticoncezionale, ovvero rilascia ormoni per modificare il processo di ovulazione, affinché le ovaie non rilascino l’ovulo. Anziché per via orale, l’assunzione è per via transdermica: il cerotto rilascia ormoni, poi assorbiti dalla cute;
  • Anelli vaginali e bastoncini impiantabili: meno famosi delle precedenti proposte, sono fra i più recenti ritrovati contraccettivi su base ormonale. Il primo è un anello malleabile, così come suggerisce il nome, che la donna può inserire autonomamente in vagina, dopo un breve training dal parte del medico. In sede, rilascia gradualmente ormoni che impediscono l’ovulazione. I bastoncini impiantabili, pensati anch’essi per un lento rilascio ormonale, vengono invece inseriti da uno specialista sotto la cute.

Metodi naturali

Infine, esiste un piccolo gruppo di proposte naturali, così definite poiché non offrono un effetto barriera né alterano la normale ovulazione, ma cercano di basare la loro efficacia su altri fronti. Alcuni rimedi possono essere meccanici, come nel caso del coito interrotto, altri invece sono basati sul calcolo dei giorni fertili femminili durante il mese. Anche in questo caso non viene offerta protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, mentre sull’affidabilità nella contraccezione il dibattito è da sempre molto acceso. È quindi consigliato discuterne a fondo con lo specialista prima di passare alla pratica.

  • Coito interrotto: è un metodo meccanico che prevede l’estrazione del pene poco prima dell’eiaculazione, affinché lo sperma venga emesso all’esterno del corpo. Non assicura però efficacia, poiché non tutti gli uomini riescono a prevedere con sufficiente anticipo il momento dell’orgasmo, ma anche per la possibile presenza di spermatozoi nel liquidi prespermatico, una sostanza trasparente e lubrificante emessa dal pene in fase d’erezione;
  • Temperatura basale: è un metodo che cerca di individuare il momento di maggiore fertilità in base al calore del corpo: sembra, infatti, che durante l’ovulazione la misura della temperatura sia di 0,2-0,5 gradi maggiore rispetto ai sei giorni precedenti. Richiede un’esaustiva conoscenza del proprio corpo e, non ultimo, è influenzato da moltissimi fattori che potrebbero alterare la temperatura corporea;
  • Metodo Ogino-Knaus: è una tecnics che si basa sul calcolo teorico dei giorni di possibile ovulazione, definendo così i periodi del mese dove sarà più probabile avvenga la fecondazione. Richiede però un ciclo molto regolare, di circa 28 giorni;
  • Metodo Billings: si basa sull’osservazione del muco cervicale, per individuare i periodi più fertili in base alla fluidità, alla consistenza e alla viscosità dello stesso.