Liberalizzazioni contro la crisi economica: un provvedimento che non può attendere. Farmacie, casa, mutui saranno incluse nel decreto, oltre alle tanto discusse licenze per i taxi. Il Governo Monti è più che mai deciso ad intervenire sulle professioni per rilanciare la concorrenza.

Galleria di immagini: Governo Monti

Liberalizzazioni che per risolvere la crisi economica comprenderanno vari ambiti, dalle farmacie al trasporto su rotaia, dove il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ravvisa norme che tendono a favorire l’attuale monopolista pubblico. Apertura alla concorrenza anche per risolvere il problema del caro benzina, consentendo ai distributori di poter essere dei vari e propri negozi oltre al poter essere multimarca. L’ultimo provvedimento del Governo Monti in particolare li svincolerebbe dalle grandi compagnie.

Tempi serrati per le liberalizzazioni come afferma lo stesso Catricalà:

«Contiamo di chiudere entro il 20 gennaio, vogliamo fare un provvedimento di urgenza, un decreto, per portarlo il 23 in Europa. Ma vogliamo che i partiti si esprimano. Il documento che io e Monti stiamo assemblando riguarda tutti i settori, dall’energia ai trasporti fino ai servizi bancari. Non solo taxi e farmacie. Limitare l’intervento solo a questi sarebbe assurdo».

L’altro punto caldo sono le liberalizzazioni per quanto riguarda le professioni, tra le quali spiccano modifiche importanti al settore notarile. Per le famiglie in arrivo anche un aiuto per chi deve affrontare l’accensione di un mutuo: verrà resa facoltativa l’assicurazione sul prestito per l’acquisto di un immobile, pratica che molte banche impongono per la concessione.

Il calendario del Governo Monti è già stabilito e serrato, con il Presidente del Consiglio che intende definire il decreto entro la data del 20 gennaio per poterlo così esporre già all’Eurogruppo del 23. Il Pdl ha organizzato in mattinata una riunione con il capogruppo Angelino Alfano, mentre il Pd invita Monti a procedere in maniera decisa sul provvedimento attraverso il segretario Pierluigi Bersani:

«I commercianti hanno già dato tanto, adesso chi deve dare sono le professioni, le banche, le compagnie petrolifere e tanti altri».

Fonte: Corriere della Sera