Scene come questa non saranno mai più oggetto di giurisprudenza, perché la Cassazione ha stabilito che gli insulti rivolti all’interno di un reality non possono essere considerati offese e quindi non possono essere perseguiti come reato.

È accaduto proprio in questi giorni, poiché l’organo massimo della legge nel nostro Paese era stato chiamato a giudicare il caso di un concorrente dell’unica edizione di Survivor, che era stato definito “pedofilo” per l’atteggiamento affettuoso avuto verso una donna molto più giovane, ma già in appello la definizione fu considerata “scherzosa”.

Pare che per la Cassazione la questione risieda nel contesto della trasmissione,

la cui caratteristica è quella di sollecitare il contrasto verbale tra i partecipanti, secondo uno schema oggi abusato, ma che anche a quell’epoca non poteva sfuggire ai soggetti direttamente coinvolti.

La Stampa ha ascoltato molti ex concorrenti dei reality, in primo luogo quelli del Grande Fratello, i quali si sono dichiarati favorevoli alla decisione della Cassazione. Soprattutto personaggi controversi come Federica Rosatelli, che nell’ultima edizione del GF scagliò un bicchiere addosso a un ragazzo che l’aveva chiamata “fallita”, sfiorandolo, e innescando quasi una rissa, e un litigio senza precedenti. La Rosatelli ha affermato:

Sono assolutamente d’accordo con questa sentenza, anche se minacce o insulti pesanti non fanno certo piacere. Ma bisogna tenere conto, come devono aver fatto i giudici, che dentro un reality ogni sentimento viene centuplicato: io stessa ho lanciato un bicchiere reagendo a degli insulti che in un’altra situazione non mi avrebbero esasperato così”.

Contro la sentenza si è pronunciato però Augusto De Megni:

Non credo che il contesto di un reality sia diverso da quello della vita normale o possa funzionare da deterrente. All’interno dei reality deve vigere la giurisprudenza del Paese in cui si vive. Se un soggetto lede l’immagine di un altro deve valere lo stesso principio che vale in altre sedi. Un’offesa è un’offesa in qualunque luogo sia stata fatta. Non c’è un deterrente perché il soggetto è il partecipante di un reality.

Ma, in fondo, sarà pure legale insultarsi, ma di certo non è un atteggiamento elegante e rappresenta davvero un bruttissimo momento di televisione.